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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:30

Atr 72 - A Bari i funerali di Francesco

Mille persone nella parrocchia della Resurrezione, con don Franco Lanzolla. «Oggi noi parroci ci siamo vestiti di bianco per celebrare le nozze di Francesco e Barbara nell'amore di Dio, perché Francesco voleva sposare Barbara in questa chiesa»
BARI - Le foto di Francesco e Barbara spuntano sulla composizione di rose rosse e bianche del Comune di Bari adagiata sul feretro del ragazzo. A quelle due foto, e alle circa mille persone che partecipano ai funerali di Francesco Cafagno, il ventitreenne morto con la fidanzata nel disastro aereo dell'Atr della Tuninter, si rivolge don Franco Lanzolla durante la messa e dice: «Oggi noi parroci ci siamo vestiti di bianco per celebrare le nozze di Francesco e Barbara nell'amore di Dio, perché Francesco voleva sposare Barbara in questa chiesa».
I tanti presenti nella parrocchia della Resurrezione, nel rione Japigia di Bari, annuiscono perché conoscevano Francesco e la sua fidanzata Barbara Baldacci, tutti e due morti, assieme ad altre 14 persone, nel tragico ammaraggio dell'Atr 72 Bari-Djerba al largo di Palermo. Era il 6 agosto scorso. Il cadavere di Barbara fu recuperato subito dopo l'incidente, i resti di Francesco sono stati ripescati in fondo al mare a fine agosto, assieme a quelli di Raffaele Ditano, e del meccanico di bordo dell'Atr, Chokri Harbaoui. Anche per Ditano oggi si sono svolti i funerali a Fasano (Brindisi), ma sono stati celebrati in forma strettamente privata, lontano dalle telecamere.
Nella chiesa della Resurrezione non c'è posto per tutti, per questo molta gente partecipa alla messa restando sul sagrato. In prima fila, davanti al feretro, ci sono la mamma di Francesco, Enza, il padre Andrea, e le loro tre figlie: Emilia, Milena e Marcella. Accanto a loro la mamma di Barbara Baldacci, Rosanna Albergo, portavoce del comitato delle vittime dell'Atr, che come la mamma di Francesco è straziata dal dolore e viene confortata dal sindaco di Bari, Michele Emiliano.
È don Franco ad elogiare la personalità di Francesco per ben tre volte durante le esequie. Appena entrato in chiesa il parroco, preso dall'enfasi, dimentica di invitare i fedeli a fare il segno della Croce e dice subito: «Con Francesco è morto un fiore, un ragazzo umile che non aveva perso tempo, che non aveva sprecato la sua vita riempiendo il suo cervello di alcol e di fumo. Lui era un ragazzo che spendeva il suo tempo per gli altri, lavorava e amava la sua Barbara». «Era una stella - dice il parroco con la solita determinazione - in un quartiere in cui non succede nulla se non ci sono le sirene, in un rione dove non ci sono né piazze né monumenti».
Francesco era un esperto di elettronica e lavorava in un'azienda della zona industriale di Bari. Grazie alla sue conoscenze aveva costruito gratuitamente l'impianto elettrico per i vecchietti della sua parrocchia della Resurrezione, e faceva da anni il volontario sulle ambulanze dell'Univol. Il suo sogno era sposare Barbara con la quale aveva organizzato il viaggio a Djerba, preferendola alla più pericolosa ma tanto sognata Sharm El Sheikh.
Ha commosso tutti il ricordo di Francesco tracciato da Rosanna Albergo. «Ti ringrazio per aver amato Barbara più della tua stessa vita - ha detto la donna - per averla accompagnata in quel viaggio, per averla abbracciata forte nell'ultimo istante di vita, per averle fatto coraggio senza mai lasciarla sola. Ti benedico figlio mio, stella luminosa del cielo, ti fanno da luminosa aureola Betty, Carmela, Isabella....», i passeggeri pugliesi morti nel disastro di Palermo.

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