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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:55

Sull'Atr in mare un dossier di foto

L'immagine diffusa ieri dai legali della Uiltrasporti e di un passeggero sopravvissuto all'incidente aereo del 6 agosto scorso fa parte di un "pacchetto" consegnato agli inquirenti. Sedici le vittime a bordo del velivolo in volo fra Bari e Djerba (Tunisia)
BARI - Esistono, e chi le ha viste le ha definite «estremamente drammatiche», numerose foto che hanno immortalato le fasi immediatamente successive all'ammaraggio dell'Atr 72 della Tuninter Bari-Djerba, rimasto a galla lo scorso 6 agosto nelle acque palermitane per un tempo imprecisato prima di spezzarsi in più tronconi. Nella sciagura 16 persone sono morte e 23 si sono salvate.
Oltre all'immagine diffusa ieri dagli avvocati baresi Davide Romano e Nicola Persico per conto del segretario nazionale della Uiltrasporti piloti, Marco Veneziani, che da lontano mostra un apparecchio galleggiante che sembra integro, ce ne sono tante altre, di maggior impatto emozionale. Sono state scattate da più vicino, e sono caratterizzate - sottolinea Romano, che insieme con il collega ne ha viste alcune - dal fatto che «l'aspetto umano emerge nella sua drammaticità». Riprendono i passeggeri, disperati, che cercano di salire sulle parti del velivolo che nel frattempo si sta smembrando, per mettersi in salvo. Sono in attesa che sul luogo dell'ammaraggio, già raggiunto via aria dai soccorritori (alcuni di loro hanno scattato le foto), giungano via mare le unità di soccorso. Alcuni passeggeri indossano i giubbotti di salvataggio di cui era dotato il velivolo tunisino, attorno galleggia tutto un mare di rottami.
Per il momento i due legali, che oltre alla Uiltrasporti piloti assistono anche il superstite barese Gianfranco Basile, non sono stati autorizzati a diffondere l'ulteriore sequenza fotografica della tragedia. Non escludono che la documentazione possa assumere una notevole rilevanza per l'accertamento dei «fattori tecnici» che hanno portato allo smembramento dell'Atr, e in particolare «potrebbe favorire a ricostruire tutto quello che è avvenuto tra l'ammaraggio e la rottura in più tronconi dell'aereo». «Speriamo - sottolinea Romano - che attraverso queste foto si possa giungere a stabilire con certezza la tempistica di quanto accaduto dopo l'ammaraggio. Quello che è certo, è che l'aereo, prima di smembrarsi, è rimasto per un po' di tempo, non siamo in condizioni di dire quanto, sul pelo dell'acqua, e solo poi si è rotto».
Per il pilota Veneziani, adesso «lo scenario potrebbe cambiare completamente, tutto sta a stabilire quanto tempo l'Atr 72 è rimasto a galla prima di spezzarsi». «Un conto - ha infatti commentato - è un aereo che si smembra subito dopo l'ammaraggio, un altro che rimane a galla per un po'».
Tutta la sequenza fotografica sarebbe da tempo stata consegnata alla procura della Repubblica di Palermo, e acquisita dagli inquirenti. «Già conoscevamo questa immagine: è una foto che è già agli atti della nostra inchiesta sul disastro aereo. Adesso dobbiamo fare delle verifiche», è il lapidario commento del procuratore, Pietro Grasso, dopo la diffusione della prima foto.
L'immagine dell'aereo tunisino, che appare integro, dondolato dalle onde del mare siciliano, sarebbe un ulteriore elemento all'ipotesi che i due piloti hanno eseguito alla perfezione la procedura di ammaraggio, pur avendo entrambi i motori spenti. Secondo alcuni esperti aeronautici confermerebbe, inoltre, che il velivolo aveva una struttura solida: fatto questo che non sarebbe stato mai messo in discussione dall'inchiesta che continua a puntare sulle cause che hanno determinato, in rapida successione, il blocco dei motori, e a stabilire se ci sono stati errori alla cloche dell'Atr.
Beppe Desiderato

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