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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 02:37

Bari - Un «partito della terra», soggetto politico in difesa dell'agricoltura

Negli interventi sono stati ricordati i principali problemi di un'agricoltura che non ce la fa più, con aumenti di costi e anche di produzione ma a prezzi ormai fermi da tempo, con politiche fiscali e contributive definite «vessatorie e immorali»
BARI - In circa 300 hanno partecipato stamani al Teatro Piccinni alla nascita del Partito della Terra promosso dai Centri di azione agraria ed in particolare da Giovanni Visconti che dell'organizzazione è il leader indiscusso.
A tenere a battesimo il nuovo soggetto politico, nato in aperta critica con i partiti di destra e di sinistra, rei di non aver difeso adeguatamente l'agricoltura ed in particolare quella meridionale, è stato anche il principe Lillio Sforza Ruspoli il quale ha aspramente criticato un sistema di sviluppo economico che ha privilegiato l'industria dei grandi monopoli.
Negli interventi sono stati ricordati i principali problemi di un'agricoltura che non ce la fa più, con aumenti di costi e anche di produzione ma a prezzi ormai fermi da tempo, con politiche fiscali e contributive definite «vessatorie e immorali».

Giovanni Visconti ha parlato, dinanzi ad una platea con tante magliette verdi e bandiere bianche inneggianti al nuovo partito ed ai centri di azione di agraria, dei contributi agricoli unificati definendoli la croce degli agricoltori. I cau, secondo Visconti, hanno prodotto negli anni un indebitamento perverso e spesso insostenibile, talvolta maggiore del valore stesso delle aziende. Il leader dei centri di azione agraria ha chiesto una politica di sostegno alla produzione, una banca meridionale che garantisca il credito agli agricoltori a tassi contenuti ed a lungo termine, l'abolizione dei contratti nazionali per i lavoratori nelle campagne, accertamenti sulla base dei salari effettivamente pattuiti, una esenzione decennale del pregresso relativo ai contributi agricoli unificati cancellando cartolarizzzioni e le ingiuzioni di pagamento. Il nuovo partito della terra ha come motto «cruce et aratro» e potrà contare sull'alleanza con diversi movimenti indipendenti nel Mezzogiorno.

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