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Sabato 23 Settembre 2017 | 22:10

Atr 72 - Recuperati resti ultimo disperso

Le operazioni della nave cipriota «Edt Ares», che nei giorni scorsi aveva già recuperato le scatole nere, le parti del relitto e i corpi degli altri due dispersi, si sono concluse. I dispersi erano il tunisino Harbaoui Chokri, meccanico di bordo e i passeggeri pugliesi Francesco Cafagno e Raffaele Ditano
nave cipriota di recupero resti Atr 72 PALERMO - Anche i resti dell'ultimo disperso durante il disastro aereo del 6 agosto scorso a Capo Gallo sono stati recuperati dalla nave cipriota.
I resti sono stati portati in superficie intorno alle 4 e si trovano nell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo, dove sono in corso gli esami autoptici, e dove saranno compiuti quelli del Dna comparando i campioni con quelli dei parenti delle vittime, che dovrebbero arrivare oggi a Palermo.
Le operazioni della nave cipriota «Edt Ares», che nei giorni scorsi aveva già recuperato a quasi 1.500 metri di profondità le scatole nere, le parti del relitto e i corpi degli altri due dispersi, si sono quindi concluse.

Le parti scheletrite del terzo disperso sono state trovate a circa 20 metri dal luogo in cui erano state individuate quelle del secondo uomo, tirate in superficie ieri, che erano nei pressi della seconda scatola nera.
Secondo quanto hanno riferito gli uomini che hanno preso parte alle ricerche, i corpi si trovavano in un fondale particolarmente melmoso, distante circa 700 metri dai relitti dell'Atr, ad un miglio e mezzo dal punto dell'ammaraggio.
I dispersi erano il tunisino Harbaoui Chokri, meccanico di bordo e i passeggeri pugliesi Francesco Cafagno e Raffaele Ditano.
Il procuratore Pietro Grasso anche ieri, dopo il ritrovamento del secondo corpo, aveva fatto proseguire le ricerche fino al recupero dei resti di tutti e tre i dispersi.

Stanno rientrando al porto di Palermo la nave cipriota «Edt Ares» - che per incarico della statunitense Phoenix International ha proceduto al recupero dei tre dispersi, delle due scatole nere e dei resti del relitto - e quella della Marina militare «Ammiraglio Magnaghi» che ha partecipato alla delicata operazione dopo che nei giorni scorsi aveva individuato il relitto e captato il segnale di una delle scatole nere e, successivamente, quello dell'altra. «Abbiamo fatto un buon lavoro - dice soddisfatto il comandante della «Magnaghi», Enrico Antonino - recuperando quanto c'eravamo prefissati». A questo punto la missione delle due navi potrebbe riternersi conclusa, «ma questo - sottolinea il comandante - può stabilirlo in via definitiva solo l'autorità giudiziaria».

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