Cerca

Domenica 21 Gennaio 2018 | 15:41

Bari - «I disabili? Dei fessi»

Fondi per invalidi nelle tasche di 7 arrestati. A capo del gruppo, secondo l'accusa, l'ex assessore alla formazione professionale della Regione Puglia, Andrea Silvestri
BARI - Gli invalidi erano dei «fessi» perchè i loro nomi servivano solo per essere allegati ai progetti che la Regione Puglia finanziava con cinque milioni di euro di fondi statali per il loro inserimento sul mercato del lavoro. Fondi con i quali - secondo l'accusa - avrebbero potuto essere assunte diverse centinaia di disabili, ma che in realtà sarebbero finiti quasi tutti nelle tasche di sette persone che hanno così acquistato - secondo le indagini - automobili, case, capannoni, tv al plasma e anche una camera da letto.
Sei dei sette indagati sono stati arrestati oggi per aver preso parte ad un'associazione per delinquere finalizzata al peculato e al falso. A capo dell'organizzazione - secondo l'accusa - c'era l'ex assessore alla formazione professionale e alla cooperazione della Regione Puglia, Andrea Silvestri, che è irreperibile perchè all'estero. Almeno sei i suoi presunti complici, tutti posti ai domiciliari: la collaboratrice di Silvestri, Lucia Pepe, dipendente regionale e consigliere comunale a Canosa di Puglia; i due funzionari della Regione Puglia ex responsabili del settore cooperazione dell'assessorato, Ignazio Corvasce, di 53, di Barletta, ed Elia Hovasapian, di 46, residente a Modugno (Bari); Domenico Caruso, avvocato civilista di 46 anni, residente a Barletta, che avrebbe offerto consulenza ad una società coinvolta nelle indagini; Sabino Antonio Michele Decorato, imprenditore quarantottenne di Canosa di Puglia, e Luigi Santangelo, di 49, di Canosa, presidente di alcune società coinvolte nelle indagini e consigliere dell'Udeur alla Provincia di Bari e al Comune di Canosa.

Per il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, quella che è emersa dalle indagini «è una vicenda sconcertante che non ha portato nè all'assunzione nè all'impiego di disabili». Una vicenda che fa capire il modo in cui la Regione Puglia, dal 2001 al 2003, ha impiegato i fondi statali della legge 68 del '99 sul collocamento sul mercato del lavoro dei disabili. Un modo a dir poco discutibile che - hanno spiegato gli inquirenti - ha indotto lo Stato, nel 2004, a non erogare più alla Puglia fondi destinati all'assunzione di disabili iscritti alle categorie protette.
Secondo l'accusa, dal 2001 gli indagati hanno fatto in modo che non divenisse pubblica la possibilità di poter stipulare con la Regione convenzioni per ottenere benefici economici per l'assunzione dei disabili. Quindi - sempre secondo le indagini - hanno permesso che i finanziamenti andassero a società riconducibili agli arrestati o in cui gli stessi avevano figli o parenti. Una volta ottenuti i finanziamenti, le aziende, alcune delle quali costituite ad hoc, con il meccanismo delle false fatturazioni avrebbero dirottato i fondi statali sul patrimonio personale degli arrestati o di persone a loro vicine.
Le indagini hanno accertato anche che i finanziamenti (una volta raggirati i disabili membri della commissione regionale per il fondo) non sono andati solo a cooperative aventi finalità sociale, ma anche ad un'ebanisteria, ad una tipografia e ad una società dedita all'estrazione di principi medicinali dalle erbe. Inutile dire che in nessuna azienda erano e sono occupati invalidi.

Fatti questi che hanno indotto il gip che ha ordinato gli arresti, Vito Fanizzi, a definire la personalità degli indagati affetta da «spregiudicatezza, arroganza, ferrea determinazione, mancanza di qualsiasi senso del bene comune». Una telefonata - secondo il gip - sintetizza l'«assoluto disprezzo» che alcuni indagati hanno per i disabili, che venivano definiti dei «fessi».
Sono le 9.14 del 19 giugno 2003, Lucia Pepe parla con un imprenditore (ora indagato) al quale sta preparando una progetto da far approvare. Dice Pepe: «...ti ho messo pure un fesso, che poi non lo prendi, capito, però nel progetto dobbiamo metterlo perchè ti aumenta il livello di valutazione ... omissis ... in quello che ti fa le pulizie ho messo che può essere anche un disabile di tipo mentale, ti ho scritto, e ti aumenta la valutazione...».
Roberto Buonavoglia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400