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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 02:24

Atr-72: operazione recupero

Cominciate questa mattina, al largo di Palermo, le manovre della nave «Edt Ares» per ripescare le scatole nere ed i resti del velivolo precipitato il 6 agosto
PALERMO - Sono cominciate questa mattina, al largo di Capo Gallo, le operazioni condotte dalla nave cipriota «Edt Ares», giunta ieri pomeriggio al porto di Palermo, incaricata del recupero delle due scatole nere, della prua e della coda dell'Atr 72 della Tuninter, precipitato in mare il 6 agosto mentre era in volo da Bari a Djerba (Tunisia). Nell'incidente sono morte 13 persone, tre risultano ancora disperse, mentre 23 sono riuscite a mettersi in salvo.
La nave, di proprietà della «Etd Towage and Salvage» con sede a Limassol, opera per conto della società americana «Phoenix international». È riconoscibile per lo scafo color arancio e per un grosso argano piazzato a poppa. In questo momento si trova a circa un miglio e mezzo a sud dal punto dell'ammaraggio, cioè dove il segnale di una delle scatole nere era stato captato dalle apparecchiature della nave idrografica «Magnaghi» della Marina militare, che sta operando nella zona insieme alla motovedetta Cp 282 della Guardia Costiera.
Le scatole nere e i due tronconi dell'Atr, per il cui recupero è previsto un lasso di tempo compreso tra i 10 e i 30 giorni, si trovano a una profondità di 1.440 metri. La Edt Ares dispone di un apparecchio teleguidato innovativo: si tratta del «Remora II Rov», capace di operare fino a seimila metri di profondità.
Intanto l'unità della Capitaneria di porto ha fatto allontanare una motovedetta della Guardia di finanza, il Guardacoste G 119 Vitali, a bordo del quale erano stati fatti salire i giornalisti e gli operatori televisivi per assistere alle fasi delle operazioni di recupero.
La Procura di Palermo aveva autorizzato i cronisti e i cineoperatori ad imbarcarsi sull'imbarcazione messa a disposizione dalle Fiamme gialle, purché rimanessero a distanza di sicurezza. Peraltro, fra la «Edt Ares», incaricata del recupero, e l'unità della Guardia di Finanza si è frapposta la nave Magnaghi della Marina militare. Dalla Capitaneria è partito quindi l'ordine di allontanarsi dalla zona delle operazioni. La motovedetta con a bordo i giornalisti è stata così scortata per un breve tratto da quella della Guardia Costiera ed ha fatto rientro in porto.

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