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Lunedì 25 Settembre 2017 | 11:54

«Camping immigrati», 4 bagni per 92

Era un cittadino polacco, il «caporale» che gestiva l'attività lavorativa degli stranieri ospiti della tendopoli nelle campagne di Orta Nova in provincia di Foggia
FOGGIA - Era un cittadino polacco, il «caporale» che gestiva l'attività lavorativa degli stranieri ospiti della tendopoli, scoperta dai carabinieri della compagnia di Foggia, nelle campagne di Orta Nova. I particolari dell'operazione sono stati illustrati dal maggiore Di Niso, in una conferenza stampa, che si è svolta al comando provinciale di Foggia.

Quasi un centinaio di persone, tra polacchi e slovacchi, vivevano nella tendopoli in condizioni igienico sanitarie di estrema precarietà: 4 soli bagni per 92 persone, e come fogna una grossa buca a cielo aperto, al limite del campo. Le indagini sono partite dopo la denuncia di alcune ragazze polacche che hanno raccontato di essere state quasi schiavizzate all'interno della tendopoli da alcuni connazionali.
In realtà quando i militari hanno fatto irruzione nel campo, recintato da una rete metallica ma con il cancello aperto, gli stranieri non hanno accolto i carabinieri come dei liberatori. Tutti gli ospiti del campo avevano i loro documenti e pochi soldi nel portafogli e l'unica loro preoccupazione era quella che gli investigatori gli lasciassero il tempo di fare la loro colazione. Soltanto due donne, avrebbero accennato a presunte minacce ma poi nessuno ha confermato. Quasi tutti invece hanno detto, che dopo essere stati contattati con annunci sui giornali nella loro Patria, hanno pagato per il viaggio fino in Italia: circa 200 euro di cui metà versati ad una donna polacca e l'altra parte al conducente del mezzo.

Dalle indagini sarebbero emersi almeno due «caporali» che gestivano il lavoro nei campi trattenendosi una parte del ricavato. Una dei due è stata denunciata per intermediazione della manodopera illegale, un polacco di 41 anni, l'altra è ancora ricercata. Nella baracca dell'uomo i carabinieri hanno trovato alcuni registri dove annotava i nomi di chi lavorava e le paghe giornaliere. Paghe che non andavano completamente al lavoratore: il polacco si sarebbe trattenuto la sua quota, più altri soldi per il vitto e l'alloggio. L'attività, secondo le indagini, era iniziata nel maggio scorso quando il proprietario del terreno, un italiano risultato estraneo alla vicenda, ha affittato con un regolare contratto la sua azienda - un ex circolo privato - per 600 euro all'anno ad un cittadino slovacco. Sul documento era scritto che quell'area sarebbe servita per uso agricolo, ecco perchè anche lo slovacco è ricercato. Gli stranieri lavoravano dalle 10 alle 14 ore in due aziende di Orta Nova.
Aziende agricole che sono state individuate e che nei prossimi giorni riceveranno la visita degli uomini dell'Ispettorato del Lavoro di Foggia.

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