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Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:02

Atr - Si controlla il carburante

Le cisterne non sono state sottoposte a sequestro perchè ciò avrebbe comportato il blocco dei rifornimenti di carburante agli aerei in partenza da Bari • La moglie e la figlia di uno dei dispersi: «Noi non andremo via da Palermo fino a quando non ci saranno notizie certe su Raffaele» • Lo zio di Francesco: «Grazie al Governo per i fondi stanziati per le ricerche»
Atr 72 - Bloccati i due motori, inchieste puntano su carburante BARI - Controlli sulle tre cisterne di cherosene dell'aeroporto di Bari-Palese e sui sistemi di filtraggio saranno compiuti oggi dai consulenti dalle procure di Bari e Palermo che indagano sul disastro aereo avvenuto il 6 agosto scorso al largo delle coste siciliane al velivolo della Tuninter, in volo da Bari verso Djerba, che ha provocato 13 morti, 3 dispersi e 23 feriti. Alle operazioni partecipano anche i consulenti dei tre indagati e della compagnia aerea, che nel procedimento è parte offesa.
Le cisterne non sono state sottoposte a sequestro perchè ciò avrebbe comportato il blocco dei rifornimenti di carburante agli aerei in partenza da Bari. Questa misura, quindi, si fa notare in ambienti investigativi, non ha bloccato il turn over di carburante e, quasi certamente, dalle cisterne non giungeranno elementi utili alle indagini. Sotto sequestro si trova, invece, dal giorno della tragedia l'autobotte che ha rifornito per l'ultima volta a Bari il velivolo ammarato. Sull'automezzo ieri i consulenti hanno compiuto controlli, hanno verificato le modalità di erogazione del carburante e hanno eseguito prelievi di cherosene che saranno analizzati nei laboratori dell'Aeronautica militare a Pratica di Mare (Roma).

Intanto, il pm del Tribunale di Bari Giuseppe Scelsi ha integrato con altre richieste istruttorie la rogatoria precedentemente inviata in Tunisia: alla richiesta di acquisizione di atti relativi al controllo del velivolo, ad eventuali riparazioni fatte, ad anomalie o avarie che si fossero verificate, il magistrato ha aggiunto anche accertamenti sulle modalità del rifornimento di carburante che l'Atr ha fatto a Tunisi prima di giungere nello scalo barese, e ha chiesto di controllare la qualità e la quantità di quel carburante.

PM SCELSI: SCRUPOLOSO ACCERTAMENTO CAUSE DISASTRO INQUIRENTI
«E' il momento dello scrupoloso accertamento delle cause che hanno determinato il disastro»: così il pm del Tribunale di Bari, Giuseppe Scelsi, ha risposto a chi gli chiedeva se fossero emersi particolari dagli accertamenti in corso da ieri nell'aeroporto di Bari-Palese.
Il magistrato ha sottolineato nuovamente che tra le procure di Bari e Palermo c'è «piena intesa» sugli accertamenti in corso e su quelli che saranno compiuti congiuntamente. Fonti inquirenti fanno inoltre capire che sarebbe opportuno che sulle indagini in corso si attenui l'attenzione dei mass media per consentire a tutti di lavorare con maggiore serenità.
Gli accertamenti in corso a Bari riguardano sia l'autocisterna che per ultima ha fornito 340 litri di carburante all'Atr ammarato al largo della Sicilia sia le tre cisterne di cherosene (e il loro sistema di filtraggio) dello scalo barese dalle quali le autobotti prelevano il carburante.

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