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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 16:53

A Gioia del Colle un funerale per le 5 vittime dell'Atr per Djerba

La gente di Gioia del Colle con tutti i suoi giovani, circonda con un grande abbraccio la chiesa Madre, diventata all' improvvisa troppo piccola, tanto che in molti restano fuori e partecipano al rito funebre con l'ausilio di un maxischermo
GIOIA DEL COLLE (BARI) - La gente di Gioia del Colle con tutti i suoi giovani, circonda con un grande abbraccio la chiesa Madre, diventata all' improvvisa troppo piccola, tanto che in molti restano fuori e partecipano al rito funebre con l'ausilio di un maxischermo.
Giuseppe Francesco Carnera, la "sua" Maria Grazia Berenato e Antonella Capurso, sono lì, davanti all' altare, insieme come quando si incontravano in comitiva. A pochi passi Salvatore Cetola, fidanzato di Antonella, guarda le bare in cui sono racchiusi. Fiori bianchi su tutti i feretri, su quelli di Maria Grazia e Antonella anche le foto delle due sfortunate ragazze. Salvatore è distrutto, porta sulla pelle i segni recenti di quell' ammaraggio violento, al largo di Palermo. Vicino alle bare ci sono anche le autorità. C'è il console tunisino Imat Toriman, il responsabile del turismo tunisino nel sud Italia, Abdel Malek Behiro, i sindaci di Gioia del Colle, Trani, e Santeramo in Colle e rappresentanti militari.
«Viene spontaneo: perchè?» dice nell' omelia il parroco, don Francesco Fanizza: «Il Signore ci ha già risposto attraverso Gesù. E' venuto sulla terra, ha preso il dolore, non ha chiesto perchè, ci ha insegnato ad accettarlo». Il rito funebre viene concelebrato insieme al cappellano vicario del comando militare di Roma, mons.Franco Sarti Sartori, e a don Biagio Lavarra. «Il Signore - prosegue don Fanizza - ci dà una risposta anche attraverso i Santi». E cita San Luigi Gonzaga, morto a 23 anni, Santa Elisabetta di Ungheria, scomparsa a 24 anni, Santa Caterina da Siena, e Sant'Antonio da Padova e tanti altri. «Dobbiamo dire - conclude il celebrante - Signore non capisco ma ti amo. Aiutami a camminare con te per poter passare questo tunnel terribile. I nostri cari diventano i nostri angeli custodi».
«La città di Gioia del colle - dice il sindaco del paese, Vito Mastrovito, prendendo la parola per pochi minuti - si è impoverita di tre giovane vite, le cui speranze, il cui futuro si sono infranti contro onde assassine». Il sindaco ringrazia Salvatore Cetola per le vite salvate e anche per quella "sua Antonella" che non ce l'ha fatta e la gente non trattiene un lungo applauso di commozione e dolore. Quello stesso applauso che saluta Salvatore quando esce dalla chiesa per primo, adagiato su una lettiga, accompagnato dai suoi amici. Lo stesso battimani prolungato che saluta per l'ultima volta l'aviere Francesco, a cui rende gli onori un picchetto dell' Aeronautica militare, e poi via via Antonella e Maria Grazia, in un mesto corteo che attraversa parte della città fra due ali di folla.

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