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Venerdì 22 Settembre 2017 | 08:28

Una legge tutelerà gli ulivi di Puglia

Ha l'obiettivo di limitare vendite ed espianti dei circa 5 milioni di piante e, nello stesso tempo, vuol promuovere sul mercato un olio con un'etichetta speciale. L'assessore regionale all'ambiente, Michele Losappio, ha presentato la bozza del testo, già inviata a trecento tra associazioni, gruppi, organizzazioni ed enti
BARI - Limitare vendite ed espianti di ulivi secolari e plurisecolari - un patrimonio di circa cinque milioni di piante - e nello stesso tempo promuovere sul mercato un olio con un'etichetta speciale. Questo l'obiettivo di una legge regionale pugliese che dovrebbe essere pronta entro la fine dell'anno e che sarà firmata dagli assessori all'ambiente, all' agricoltura e all'urbanistica.
La legge - ha spiegato l'assessore regionale all'ambiente, Michele Losappio, che stamani ha presentato la bozza del testo, già inviata a trecento tra associazioni, gruppi, organizzazioni ed enti - vuole «mettere un freno ai trafugamenti di piante di ulivo per le ville del Nord o agli espianti per costruire, magari, un capannone come è accaduto in Salento a opera di un consorzio pubblico». L'ulivo secolare - ha aggiunto Losappio - «non è solo un bene naturalistico, ma un pezzo della nostra storia, della nostra cultura della nostra identità che vorremmo consegnare alle generazioni future. Poichè non basta proibire ma occorre incoraggiare il mondo agricolo alla tutela e alla valorizzazione degli ulivi abbiamo pensato a un'etichetta, olio extravergine degli uliveti secolari. Ci sono già consorzi di agricoltori che producono olio di questo tipo a Torre Guaceto, a Carovigno».
Nella precedente legislatura - ha detto ancora Losappio - uno dei motivi per cui questa legge non era mai stata varata era la differenza di posizioni tra l'assessore all'agricoltura e quello all'ambiente. Il nuovo governo regionale intende, invece, procedere in sinergia». L'ulivo è il simbolo della nostra attività agricola - ha detto l'assessore regionale all' agricoltura, Enzo Russo - e ci ricollega con i paesi del Mediterraneo. Questa è una legge 'fortè in linea con quella normativa che limitava a cinque il numero di piante che ogni azienda poteva espiantare. Per questo le sanzioni sono significative: in particolare per le piante plurisecolari arriviamo a un massimo di 500mila euro».
Il testo normativo - ha detto l'assessore all'urbanistica, Angela Barbanente - «è un primo passo verso la rivisitazione del piano paesistico regionale. Nel giro di pochi anni abbiamo assistito a profonde trasformazioni del pensiero in materia di tutela del paesaggio. Nella convenzione europea è visto come risorsa identitaria, un concetto recepito dal nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio».

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