Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 10:47

Atr Bari-Djerba - Il Papa: prego per vittime e feriti

Il Pontefice si è voluto stringere alle famiglie delle persone morte nell'ammaraggio dell'Atr della Tuninter, decollato da Bari e diretto a Djerba (in Tunisia). Delle 39 persone a bordo se ne sono salvate 23. 13 i cadaveri recuperati. 2 i dispersi
CASTELGANDOLFO - Il Pontefice si è voluto stringere alle famiglie delle persone morte nell'ammaraggio dell'Atr della Tuninter, decollato da Bari e diretto a Djerba (in Tunisia). Il Papa ha voluto ricordare che vittime e superstiti provenivano «in massima parte da Bari e dintorni». «Partecipo - ha continuato - al lutto delle famiglie e dell'intera comunità ecclesiale e civile di quella città che ho da poco visitato in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale». «Cristo, morto e risorto - ha invocato Benedetto XVI durante l'Angelus - infonda in tutti conforto e speranza».

RIPRESE ALL'ALBA LE RICERCHE DEI DISPERSI
Sono riprese alle prime luci dell'alba le ricerche dei dispersi dell'aereo partito da Bari e ammarato ieri pomeriggio al largo di Palermo. Le operazioni coordinate dalla sala operativa della Capitaneria proseguono con sei motovedette e due elicotteri: uno della Guardia costiera e uno della marina militare. Tredici i cadaveri finora recuperati, mentre sarebbero due i dispersi secondo la Capitaneria di Porto secondo cui i membri dell'equipaggio partiti di Bari non erano 5 ma 4, riducendo l'iniziale stima delle persone non trovate, in un primo tempo quantificate in tre. Ventitrè i salvati, sottoposti alle cure degli ospedali siciliani.

I NOMI DELLE OTTO VITTIME IDENTIFICATE
Questi i nomi delle otto vittime della tragedia aerea di Capo Gallo identificate dai familiari: Enrico Fallacara, Maria Grazia Berenato, Paola Diciaula, Giuseppe Francesco Scarnera, Anna Palmisano, Antonella Capurso, Barbara Baldacci, Isabella Ruta.
Le salme si trovano nell'istituto di Medicina legale del Policnico.

LE CITTA' DI NASCITA DEI PASSEGGERI
Nove di Bari, e in provincia, 3 di Gioia del Colle, 2 di Bitonto e 2 di Modugno. Queste le città di nascita, che ricorrono più spesso, dei passeggeri dell'Atr 72 caduto ieri in mare nei pressi delle coste siciliane. Ci sono, inoltre, 2 passeggeri nati a Crispiano, in provincia di Taranto e uno originario del capoluogo jonico. L'elenco delle città di nascita, non completo ma compredente sia i superstiti che le vittime, prosegue con le città di Acquaviva delle Fonti, Alberobello, Noci, Fasano, Trapani, Matera e Putignano con un passeggero a testa.
Tra i superstiti Donato Cetola è nato a Gioia del Colle, Rosanna (Rosamaria) Dicesare a Bitonto, Addolorata De Pasquale a Taranto, Gaetano Di Pierro a Bari, Roberto Fusco a Bari, Claudio Gullo a Trapani, Carmela Intini a Noci, Ilaria Lobosco a Bari, Luciano Lucarelli a Crispiano, Angela Luceri a Bari, Gianluca La Forgia a Bari, Flora Lacatena a Fasano, Massimo Matera a Matera, Gaetano Paltera a Bari, Benedetta Rita Ranieri a Bari, Luca Squicciarini a Modugno e Lisa Susca a Putignano.
Tra le vittime o dispersi si sa che ci sono quattro donne native rispettivamente di Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Crispiano e Bari e 4 uomini nati rispettivamente a Modugno, Alberobello, Bitonto e Gioia del Colle.

21 SUPERSTITI ANCORA IN OSPEDALI, 2 DIMESSI
Ventuno dei ventitre superstiti della strage aerea di Capo Gallo sono ancora ricoverati negli ospedali cittadini mentre due sono stati dimessi.
Undici persone sono ricoverate nel reparto di prima Rianimazione dell' ospedale Civico. Tre sono ricoverate nei reparti di Ortopedia e Dermatologia del Civico. Altre cinque persone si trovano a Villa Sofia e due nell' ospedale Ingrassia.

MEDICI: EQUIPAGGIO IN PEGGIORI CONDIZIONI
«Le persone che sono in peggiori condizioni sono i tre dell'equipaggio: il comandante, il vice comandante e l'hostess. Il comandante, in particolare, ha un trauma cranico, un trauma vertebrale con frattura di C5 e una contusione polmonare».
Lo ha detto il primario della Prima rianimazione dell'ospedale civico di Palermo, Mario Re, che ha visitato gli undici tra passeggeri ed equipaggio dell'Atr ammarato ieri davanti alla costa di Palermo.
«Qui in rianimazione - ha aggiunto - abbiamo altre tre persone con contusioni polmonari e cervicali altrettanto serie. Gli altri pazienti possiamo mandarli anche in ortopedia e se dalla Tac non verrà fuori niente di serio li dimetteremo domattina».
«Le loro condizioni psicologiche - ha continuato - sono serie. Sono tutti sotto choc: ci sono due ragazzi che hanno perso rispettivamente la moglie e la madre, ed una donna che ha perso il marito».
«Finora - ha concluso - abbiamo parlato solo dell'impatto. Ci hanno raccontato di essersi trovati in acqua e di essersi salvati grazie allo spazio formatosi con la rottura dell'aereo. Alcuni non avevano ancora indossato il salvagente al momento dell'ammaraggio».

NELLA NOTTE RESTI DEL VELIVOLO TRASPORTATI AL PORTO C'ERANO SOLO LE ALI, CADENDO L'AREO SI E' SPEZZATO I TRE TRONCONI
Sono arrivati poco prima delle due della notte scorsa al porto di Palermo i resti dell'aereo Atr 72 della Tuninter caduto ieri pomeriggio in mare, dopo un tentativo di ammaraggio. Al porto è arrivato solo il troncone centrale, con le ali del valivolo. Mancavano, invece, la parte anteriore e quella posteriore, andate giù subito dopo l'incidente aereo.
Adesso gli investigatori studieranno i resti dell'aereo per tentare di capire quanto accaduto ieri pomeriggio, mentre non è ancora stata trovata la scatola nera, necessaria per ricostruire le cause dell'incidente.

I PASSEGGERI: ERAVAMO CERTI DI MORIRE
«Quando uno dei motori si è spento e l'elica si è bloccata, l'hostess di bordo ci ha detto di mantenere la calma perchè stavamo atterrando. Poi si è fermato anche l'altro motore e l'aereo ha cominciato a scendere in picchiata. Pensavo che sarei morto». E' il racconto di Luciano Lucarelli, trentenne, non ha ferite gravi ed è lucido.
Anche lui si trova in ospedale sottoposto alle cure dei medici.
Ilaria Lo Bosco, di 23 anni, appare serena. Sorride al suo fidanzato, Roberto Fusco, che ha avuto la freddezza di capire quello che stava succedendo. Il viaggio in Tunisia lo avevano programmato da tempo: lui è laureato in economia e sta seguendo uno stage in un istituto di credito. Lei conseguirà a ottobre la stessa laurea in economia. «Ci siamo messi i salvagenti - racconta il giovane - e ci siamo legati alla poltrona con la cintura di sicurezza». «Eravamo seduti uno accanto all'altro - riprende Ilaria - e ci siamo abbracciati quando l'aereo ha cominciato a perdere quota. Ormai in acqua, ha fatto tutto lui: mi ha slegata e mi ha tirata fuori. Ero presa dal panico, da sola non ce l'avrei mai fatta. Abbiamo atteso i soccorsi e dopo poco è arrivato un battello».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione