Mercoledì 18 Luglio 2018 | 01:19

Precipita in mare Atr Tunisair Bari-Djerba

Un Atr42 della Tuninter, decollato da Bari e diretto a Djerba (in Tunisia) è finito in mare, a 13 km al largo di Palermo. Subito sono scattati i soccorsi. Delle 39 persone a bordo (34 passeggeri e 5 dell'equipaggio), 23 sarebbero state tratte in salvo mentre sarebbero stati recuperati 10 cadaveri (tra loro due bambini). 6 i dispersi.
BARI - Un Atr42 della Tunitair, decollato da Bari e diretto a Djerba (in Tunisia) e' finito in mare, a 13 km al largo di Palermo. Subito sono scattati i soccorsi. Delle 39 persone a bordo (34 passeggeri e 5 dell'equipaggio), 23 sarebbero state tratte in salvo mentre sarebbero stati recuperati 10 cadaveri (tra cui vi sarebbero due bambini). 6 i dispersi. Secondo la Capitaneria di porto, ci sarebbero feriti di diversa gravità.
Il pilota avrebbe comunicato l' «emergenza in volo» attorno alle 15.30 e, alle 15.37 l'ultima comunicazione: «non ce la faccio ad atterrare, sto ammarando».
L'incidente si è verificato alle 15.55.
La sala operativa dei Carabinieri conferma che i soccorsi hanno già raggiunto l'Atr finito in mare poco prima delle 16, 12 miglia a nord di Capo Gallo a largo della costa palermitana.
A recuperare i primi naufraghi è stata la motovedetta CP 849 della Guardia Costiera che ha tratto in salvo otto persone.

VIGILI FUOCO: PALLONI PER EVITARE VADA A FONDO
Una squadra di sommozzatori dei Vigili del fuoco sta raggiungendo a bordo di un elicottero della Polizia di Stato il punto in cui è ammarato l'Atr 72 della Tunint Air per aiutare i colleghi già impegnati nelle operazioni di soccorso. A riferirlo è l'ingegnere Calogero Murgia, direttore regionale del Corpo per la Sicilia.
La seconda squadra, formata da 4 elementi, cercherà di posizionare degli speciali palloni gonfiabili per evitare che la carlinga del velivolo possa andare a fondo e recuperare i cadaveri che sarebbero all'interno: ciascuno dei palloni, gonfiato con le bombole in dotazione ai sommozzatori, è in grado di sostenere un peso di circa 1000 chili.

10 NAUFRAGHI GIUNTI IN PORTO PALERMO TRA LORO 5 RAGAZZE CON I VISI STRAVOLTI
I dieci naufraghi trasportati su una motovedetta della guardia costiera sono giunti nel porto di Palermo. Per prime sono scese 5 giovanissime con i vestiti bagnati e i visi stravolti, sicuramente provate dalla terribile esperienza dell' incidente aereo. I passeggeri dell' Atr sono stati fatti sdraiare sulle barelle del 118 e poi sistemati nelle ambulanze.
«Siamo vivi per miracolo». Lo ha detto Addolorata De Pasquale, scesa dalla motovedetta insieme con gli altri naufraghi, visibilmente sotto choc, scampati al disastro aereo. Dall'imbarcazione è sceso anche un uomo ferito, con il volto sanguinante e i pantaloni strappati.

RIGGIO: RICHIESTA AIUTO POI AMMARAGGIO
«L' Atr della Tunintair, un charter in volo da Bari all' isola di Djerba in Tunisia, aveva chiesto alla torre di controllo dell' aeroporto di Punta Raisi, di poter effettuare un atterraggio di emergenza». Lo dice il presidente dell' Enac, Vito Riggio, in costante collegamento con le autorità aeroportuali palermitane.
«L' aereo - ha aggiunto - galleggia e non si sa ancora se vi siano vittime».
Come è da prassi in casi di emergenza, l'Aeronautica Militare ha «pulito» i cieli, lasciando un corridoio preferenziale all'Atr che però non è riuscito ad atterrare all'aeroporto di Palermo.

PARENTI PASSEGGERI IN AEROPORTO BARI
Nell'aerostazione di Bari-Palese stanno giungendo alla spicciolata parenti e familiari di alcuni dei 35 passeggeri dell' Atr. Tra questi vi sono il fratello e il cognato di Gianfranco Basile, ingegnere di Modugno (Bari), e della fidanzata Isa Ruta, barese e dipendente dell' Università degli studi di Bari.
«Abbiamo saputo da una nostra parente - ha detto il cognato di Basile - dell' incidente avvenuto al largo di Palermo e ci siamo precipitati in aeroporto alla ricerca di informazioni che nessuno, al momento, riesce a darci».

UN NAUFRAGO AL PADRE: «SIAMO SALVI»
«Siamo salvi, stiamo bene, è tutto a posto». Così Gianluca Laforgia, il 26enne barese imbarcato sul volo Bari-Djerba ammarato al largo di Palermo, ha detto al padre Diego parlandogli telefonicamente.
Diego Laforgia, che fino a poco fa si trovava nell' aeroporto di Bari alla ricerca di informazioni, ha detto che il figlio Gianluca e la fidanzata Annalisa Susca si sono salvati così come gli altri due amici della loro comitiva. «Sono felice - ha commentato l'uomo - non vedo l'ora di riabbracciarli».

COMUNE BARI ATTIVA CENTRALINO TELEFONICO
L' amministrazione comunale invita coloro che vogliono avere notizie sull'incidente aereo a contattare il centralino del municipio, 080-5771111, presidiato dai vigili urbani e dall'assessore comunale alla sicurezza, Emanuele Martinelli.
Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, a quanto si è appreso, si sta recando all'aerostazione di Palese.

DUE I TOUR OPERATOR CHE HANNO VENDUTO VIAGGIO
I due tour operator che hanno venduto ai passeggeri imbarcati sul volo Bari-Djerba il pacchetto viaggio sono Swantour e Sprintours. Lo si è appreso dall' ufficio stampa dell' aeroporto di Bari-Palese. I due tour operator hanno il proprio banco nella zona partenze dell' aerostazione di fronte ai banchi di accettazione Aeb.

ANSV AVVIA INDAGINE INTERNAZIONALE
L'Agenzia nazionale sicurezza al volo(Ansv), l'organo competente ad indagare sulle cause dell'incidente all'Atr 72 ammarato davanti a Palermo ha aperto un'inchiesta internazionale che coinvolge la Francia, la nazione costruttrice dell'Atr e la Tunisia, nazione di immatricolazione ed esercenza dell'aereo.

ANSV AVVIA INDAGINE INTERNAZIONALE
L'Agenzia nazionale sicurezza al volo(Ansv), l'organo competente ad indagare sulle cause dell'incidente all'Atr 72 ammarato davanti a Palermo ha aperto un'inchiesta internazionale che coinvolge la Francia, la nazione costruttrice dell'Atr e la Tunisia, nazione di immatricolazione ed esercenza dell'aereo.

PROCURA PALERMO APRE INCHIESTA
Il procuratore di Palermo, Pietro Grasso, recatosi al porto di Palermo, dove è stato allestito il centro di raccolta dei passeggeri dell'aereo ammarato, ha detto che sulla tragedia la procura ha aperto un'inchiesta.
A condurre l'inchiesta della procura è il pm Marzia Sabella. Intanto stanno per arrivare i tecnici dell'Agenzia nazionale della sicurezza in volo che hanno la competenza di verificare l'esistenza e la consistenza di problemi tecnici del veivolo, e che avviato un'indagine sull'incidente.

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