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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:15

Capuleti e Montecchi in valle d'Itria

Per la 31/a edizione del Festival, nel Palazzo Ducale andrà in scena tragedia lirica in due atti, su libretto di Felice Romani, di Vincenzo Bellini. Dirigerà il maestro Luciano Acocella
MARTINA FRANCA (TARANTO) - Domani, per la 31/a edizione del Festival della Valle d' Itria, nel Palazzo Ducale andrà in scena «I Capuleti e i Montecchi» di Vincenzo Bellini, tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani. L'esecuzione di quest'opera è dedicata a Rodolfo Celletti, scomparso lo scorso ottobre, che la presentò per la prima volta a Martina Franca nel 1980, quando assunse la direzione artistica del festival.
La versione in scena al Festival della Valle d'Itria, è la prima rappresentazione in tempi moderni ed è quella realizzata per il Teatro alla Scala che ha la particolarità di far interpretare a due donne i due ruoli principali, e in particolare a due soprano, Patrizia Ciofi (Giulietta) e Clara Polito (Romeo) secondo lo stile rossiniano amato all'epoca dai milanesi. L'opera fu eseguita per la prima volta nel Teatro La Fenice di Venezia l'11 marzo 1830, riscuotendo un successo trionfale sia da parte del pubblico che da parte della critica. Per Bellini si trattò di una sfida impegnativa perch la più celebre delle storie d'amore di tutti i tempi, immortalata da Shakespeare, aveva già ispirato Luigi Marescalchi (1789), Nicola Zingarelli (1796) e Nicola Vaccaj (1826). Gli ultimi due erano compositori di grande fama, ma la nuova partitura terrà il cartellone nel XIX secolo, glorificata da cantanti famosi, e ci dà ancora oggi la prova delle grandi possibilità creatrici di questo giovane compositore. Di tutte le riprese dei Capuleti nell'Ottocento, quella della Scala di Milano è in assoluto la più importante per i notevoli cambiamenti che il compositore attuò. «Per il ruolo di Lorenzo Bellini, volendo forse compiacere un pubblico ancora abituato ad ascoltare lo stile rossiniano - ha sottolineato Sergio Segalini, direttore artistico del festival - fa capire come La Fenice di Venezia fosse un teatro molto più aperto alle novità cha La Scala. Alla Scala I Capuleti sono così interpretati da due tenori e da due soprani, quasi fosse un'opera del XVIII secolo». La regia, le scene e i costumi sono curati dal regista tunisino Denis Krief, già premio Abbiati nel 2002 quale migliore regia per Turandot di Puccini e di Busoni, Carmen di Bizet, Lucia di Lammemoor di Donizetti, che ha inteso spostare la storia negli anni dell'immediato dopoguerra, ponendo l'accento sul conflitto tra gruppi (Capuleti e Montecchi, gruppi politici) piuttosto che sui due celebri innamorati.
Di Vincenzo Bellini il Festival ha già messo in scena: Norma, nel 1977; I Capuleti e i Montecchi, nel 1980, edizione La Fenice; La Straniera, nel 1983; I Puritani, nel 1985; Il Pirata, nel 1987; La Sonnambula, nel 1994.
La direzione dell' Orchestra Internazionale d' Italia e del coro di Bratislava è affidata a Luciano Acocella, la regia, le scene e i costumi a Denis Krief. Tra gli interpreti: Federico Sacchi (Capellio), Patrizia Ciofi (Giulietta), Clara Polito (Romeo), Danilo Formaggia (Tebaldo), Nicola Amodio (Lorenzo). L' opera sarà replicata il 9 agosto.

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