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Domenica 24 Settembre 2017 | 08:45

La Regione Puglia «congela» l'eolico

«Sì» del Consiglio alla moratoria sulla realizzazione di nuovi impianti di energia eolica. Durerà fino alla definizione del Piano energetico ambientale
BARI - Dopo il voto favorevole in giunta e in commissione, anche dal Consiglio regionale della Puglia arriva un sì alla moratoria sulla realizzazione di nuovi impianti di energia eolica che durerà fino alla definizione del Piano energetico ambientale. Si vuole evitare, come ha detto il presidente della commissione ambiente Pietro Mita, «di compromettere definitivamente dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, vaste aree del territorio pugliese». La moratoria comunque non andrà oltre il 30 giugno del 2006.
Il governo regionale si è impegnato a definire il piano nei prossimi mesi, precisamente entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge. L'opposizione ha tentato attraverso un emendamento, presentato dal Gruppo per le autonomie, di ridurre a 90 giorni questo termine. Ma l'assessore all'ambiente, Michele Losappio, ha affermato che «sarebbe poco serio fare promesse, impossibili da mantenere».
In Puglia dal 2001 al 2005, è stato registrato un trend di crescita fra le domande di autorizzazione e le autorizzazioni, soprattutto nel sub Appennino Dauno. «La concentrazione degli impianti - ha detto Losappio - ha effetti negativi non solo da un punto di vista visivo e paesaggistico, ma anche per la realizzazione delle infrastrutture di supporto necessarie per la costruzione e per la gestione degli impianti. Siamo convinti - ha continuato l'assessore - che l'eolico è una energia alternativa da prendere in considerazione, ma questo deve essere fatto all'interno di una programmazione seria che può essere realizzata solo con un Piano energetico ambientale regionale».
Al 15 maggio di quest'anno risultano espresse 27 autorizzazioni per impianti eolici che sviluppano l'installazione di oltre 400 turbine per una potenzialità nominale di circa 780 mw, ai quali si aggiungono 21 impianti già installati al 2002, con una potenzialità nominale di circa 230 mw. Già avviata l'istruttoria per altre 47 richieste per l'installazione di altrettanti impianti eolici per un totale di 1424 mw.
L'opposizione di centrodestra ha chiesto con urgenza la realizzazione del Piano, per il quale esistono già degli studi preliminari e dai quali si evincono scenari possibili e le eventuali scelte da operare. Accolti dall'aula due emendamenti.
Con il primo si escludono dalla moratoria le richieste inoltrate prima del 31 maggio del 2005 (era già previsto dal ddl approvato in commissione ma con la proposta di Michele Saccomanno di An vengono chiarite le procedure) con il secondo, proposto dal centrosinistra, si escludono quegli impianti destinati ad alimentare l'erogazione senza finalità di lucro in favore di uffici pubblici dello Stato, della Regione, di enti pubblici territoriali, enti locali o di società a capitale interamente pubblico, nonchè in favore di esercenti di pubblici servizi sanitari o di trasporto pubblico e i servizi di distribuzione di acqua, energia e gas.
Respinto, invece, l'emendamento con il quale il centrodestra ha tentato di bloccare anche le procedure per la realizzazione di centrali termoelettriche a ciclo combinato per la produzione di energia elettrica da fonti convenzionali. Il consigliere Raffaele Baldassare (Fi) ha illustrato l'emendamento chiedendo al governo «una scelta coraggiosa che blocchi tutto sino alla definizione del piano». Su questo emendamento Lucio Tarquinio si è astenuto, Giacomo Olivieri, del gruppo Misto, invece ha votato sempre in controtendenza rispetto alla minoranza di cui fa parte.
L'articolo unico sull'eolico, approvato a maggioranza ha avuto il voto contrario del centrodestra con l'astensione di An e di Tarquinio, mentre il gruppo per le autonomie non ha partecipato al voto. Soddisfazione è stata espressa, infine, dal capogruppo del Pdci Cosimo Borraccino per le procedure semplificate di autorizzazione applicate agli impianti eolici di piccola taglia, il cosiddetto «microeolico», sui quali il suo partito si era molto battuto.

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