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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:33

Mafia foggiana: sei arresti

Si chiude così l'operazione dei carabinieri denominata «Rapid hand over», contro presunti appartenenti alla organizzazione criminale nota come la «Società»
FOGGIA - I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Foggia hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione denominata «Rapid hand over 2», che rappresenta la chiusura dell'attività investigativa che nel luglio del 2002 portò all'arresto di 16 persone, presunti appartenenti alla Società - la mafia foggiana - dedite alle estorsioni, ai furti di auto e ai cosiddetti cavalli di ritorno.
In carcere, in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dalla corte d'appello di Bari, sono finite sei delle sedici persone coinvolte nel blitz denominato «Rapid hand over» portato a termine il 18 luglio del 2002 ed accusate di aver gestito per conto della «Società», questo il nome della mafia foggiana, numerose estorsioni connesse al furto di autoveicoli.
Si tratta di Luigi Amorigo, di 50 anni, di Granfranco Bruno di 25, di Guido Frascolla di 45, di Antonio Petracca di 42, di Giuseppe Procaccini di 31 e Lorenzo Totaro di 30 anni. Gli arresti sono giunti dopo che la corte ha emesso per i sei - scarcerati pochi mesi dopo il blitz del 2002 - le condanne definitive, che vanno da uno a 3 anni e otto mesi di reclusione.
Le indagini dei militari accertarono che gli indagati avevano suddiviso la città di Foggia in tre zone - piazza Padre Pio, piazza Aldo Moro e Candelaro - dove dopo aver eseguito i furti di auto, contattavano i proprietari chiedendo somme per la restituzione del mezzo. La vittima, prima ancora di denunciare il furto alle forze dell'ordine contattava il referente di zona dell'organizzazione con cui contrattava il riscatto. Soltanto quando non si riusciva a raggiungere un accordo la vittima si rivolgeva alle forze dell'ordine.
Secondo i militari, gli «affari» rendevano circa un milione di euro l'anno. Tra gli arrestati del blitz del 2002 ci doveva essere anche Giovanni Bruno, ucciso pochi giorni prima nel corso della guerra di mafia.

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