Lunedì 23 Luglio 2018 | 02:27

Coltellate e gelosia, arrestati padre e figlio

Lei (17 anni) frequentava un altro e i due avrebbero partecipato al tentato omicidio del nuovo fidanzato. E' accaduto a Peschici, nel Foggiano
PESCHICI (FOGGIA) - E' stato accecato dalla gelosia. Il solo sospetto che la sua ex fidanzatina di 17 anni, dalla quale un anno fa aveva avuto un figlio, avesse un nuovo uomo lo ha fatto andare su tutte le furie.
Ieri pomeriggio, appena ha saputo che la ragazza frequentava un vicino di casa, Luca di Palma, di 27 anni, Giambattista Vecera, ventenne, ha afferrato un coltello e, a bordo di un motocarro, è andato col padre Leonardo, di 57, a vendicare l'offesa subita.
I due uomini sono piombati all'improvviso in casa dei genitori dell'ex fidanzata di Vecera, dove la ragazza vive col figlioletto alla periferia di Peschici, sul Gargano. Sono volati insulti e urla che hanno attirato subito l'attenzione di Di Palma, dirimpettaio della ragazza. Di Palma è subito intervenuto per sedare la lite ma è stato accoltellato - secondo l'accusa - dal suo rivale in amore, Giambattista, che gli ha vibrato tre coltellate: due all'addome e una ad un fianco.
Alla scena ha assistito la ragazza che ha visto anche che il papà del suo ex fidanzato, mentre il figlio accoltellava Luigi di Palma, bloccava il ventisettenne con una morsa attorno al collo, per neutralizzare ogni tentativo di difesa.
Dopo la lite i due Vecera sono fuggiti portando con sè il figlioletto di Giambattista. Di Palma è stato invece soccorso dai suoi famigliari e condotto all'ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia), dove è ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni di salute sono in continuo miglioramento e i sanitari sperano di poter sciogliere la prognosi nelle prossime ore.
Le indagini dei carabinieri hanno subito consentito di rintracciare e arrestare Leonardo Vecera, bloccato nella sua abitazione mentre si disfaceva degli indumenti sporchi di sangue. Lì è stato anche trovato il bambino che i militari hanno riconsegnato alla madre che lo ha riabbracciato in lacrime nella caserma dell'arma.
Poche ore più tardi, dopo aver saputo che i militari lo stavano cercando, Giambattista Vecera si è consegnato ai carabinieri che lo hanno condotto in carcere: assieme al padre dovrà rispondere di concorso in tentativo di omicidio.

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