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Giovedì 21 Settembre 2017 | 16:17

Nel Barese 35.000 mq coltivati a marijuana

La grande piantagione, considerata dagli investigatori tra le più grandi trovate in Europa, è stata scoperta a pochissima distanza dal capoluogo, a Casamassima
CASAMASSIMA (BARI) - Una grande piantagione di marijuana che si estendeva per 35.000 metri quadrati - e che è considerata dagli investigatori tra le più grandi trovate in Europa - è stata scoperta a pochissima distanza da Bari, a Casamassima, una cittadina ad una ventina di chilometri di distanza da Bari che rientra ormai nell' hinterland del capoluogo.
A scoprirla è stata la polizia stradale in località "Piano del Duca": nelle successive indagini fatte insieme con la squadra mobile è stato arrestato Francesco Raimondi, di 38 anni, con precedenti penali per traffico di stupefacenti di Triggiano e residente a Casamassima, ed è stata denunciata un'altra persona che abita nella zona.
La scoperta è stata fatta - è stato detto nel corso di un incontro in questura - durante indagini avviate dalla polizia stradale dopo rapine fatte ai tir sulla statale 100 e concentrate sui capannoni sparsi nelle campagne dove, con molta probabilità, viene conservata la merce rapinata prima di reimetterla sul mercato. In una di queste perlustrazioni, i poliziotti hanno individuato tre appezzamenti di terreno coltivati a cannabis in cui le piante avevano già raggiunto un' altezza di circa tre metri. Adiacente ad uno degli appezzamenti di terreno, separata da un alto muro, vi era un casolare di campagna abitato da Raimondi e nel recinto del casolare erano due capannoni.
A quel punto la polizia ha compiuto una perquisizione nel corso della quale Raimondi è stato arrestato perchè, nella perlustrazione è stato notato che dall'abitazione partiva una scaletta che, escludendo il muro di cinta, conduceva direttamente nel campo e soprattutto che nel casolare vi era un congegno che metteva in moto un complesso impianto di irrigazione sotterraneo che serviva tutti e tre gli appezzamenti di terreno.
La struttura della piantagione - è stato precisato - è molto simile a quella utilizzata in Puglia per coltivare l' uva da tavola: una recinzione di pali all' interno della quale vengono messe a dimora le piante.
Il clima e l' habitat della Puglia - secondo gli investigatori - dovrebbe essere estremamente simile a quello albanese per cui la malavita locale avrebbe deciso di fare un salto di qualità e coltivare in Puglia la sostanza stupefacente della quale sinora l'Albania è stata grande fornitrice.
Secondo gli investigatori, inoltre, dal momento che le piante di marijuana, una volta raccolte le foglie per essiccarle, muoiono, la piantagione illegale scoperta a Casamassima dovrebbe essere stata impiantata la scorsa primavera. Nel casolare gli investigatori hanno trovato anche semi che probabilmente sarebbero stati utilizzati successivamente. Il numero della piante - a quanto si è saputo ci vorranno circa tre o quattro giorni di lavoro per estirparle tutte - ha fatto ipotizzare che Raimondi sia solo l'esponente di una organizzazione più ampia e ramificata. Proseguono quindi le indagini in questa direzione per accertare se Raimondi abbia complici o sia collegato a qualche organizzazione malavitosa.

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