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Martedì 23 Gennaio 2018 | 17:05

Scoperto traffico internazionale di uccelli rapaci a Brindisi

Grazie all'intervento del servizio Cites del Corpo forestale dello Stato che ha sequestrato circa 180 esemplari rari, tra Condor delle Ande, Capovaccai, Grifoni, Falchi Sacri e Cicogne, tutte specie protette
BRINDISI - Un vasto traffico di uova e di piccoli di rapaci e altri uccelli rari è stato scoperto da personale del servizio Cites del Corpo forestale dello Stato che ha sequestrato circa 180 esemplari rari, tra Condor delle Ande, Capovaccai, Grifoni, Falchi Sacri e Cicogne, tutte specie protette. Il traffico aveva come base la Puglia e avveniva attraverso una triangolazione con Svizzera, Austria e Germania. I sequestri sono avvenuti durante perquisizioni in appartamenti e allevamenti in diverse regioni italiane: oltre alla Puglia, anche Marche, Sicilia e Lazio.
L'operazione, chiamata Condor, è la più grande del genere condotta in Italia, ed ha impegnati circa 50 uomini specializzati della Forestale.
Gli animali provenivano dall'Est Europa e dai paesi balcanici. Dopo essere stati catturati illegalmente nei paesi di origine, venivano portati in un allevamento clandestino in Puglia, dove venivano corredati da certificazioni di origine false e di documentazioni Cites riciclate, cha attestavano la nascita degli esemplari in cattività e finalizzavano il commercio alla conservazione biologica di specie minacciate di estinzione. Gli animali protetti, invece, venivano smistati e venduti a commercianti e collezionisti.
Il traffico era guidato da un cittadino svizzero, un tedesco, e un austriaco, che avevano scelto l'Italia come base e che sono stati denunciati. Sono accusati della violazione delle norme Cites (la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione), di maltrattamento di animali, di impiego di lavoratori extracomunitari clandestini e di abuso edilizio.
Sono stati anche bloccati quattro lavoratori clandestini che vivevano nell'allevamento in condizioni igienico-sanitarie talmente precarie da richiedere l'intervento della Ausl di zona.

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