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Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:49

Bimbo annega nel Salento: polemiche

I genitori del piccolo denunciano ritardi dell'ambulanza e l'assenza di un medico per rianimare il bambino. La Polizia: nessun ritardo o disfunzione
LECCE - «Non ci sono stati ritardi o disfunzioni nei soccorsi. Sono state attivate quattro ambulanze, poi una è stata fermata perchè era inutile inviarne tante. Comunque erano dotate di tutte le apparecchiature e il personale necessari per cercare di salvare la vita al bambino. Purtroppo è stato inutile».
A 24 ore di distanza dalla morte del piccolo Federico, il bimbo originario di Pavia annegato a sei anni mentre faceva il bagno nelle acque di Punta Prosciutto, la questura di Taranto (sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti del commissariato di Manduria) ritiene che non ci si trovi di fronte ad un caso di malasanità.

I genitori del bambino, subito dopo la tragedia, hanno presentato una denuncia ritenendo che il loro piccolo forse si sarebbe potuto salvare se l'ambulanza che lo ha trasportato inutilmente all'ospedale di Copertino fosse stata dotata del medico e della apparecchiature per la Rianimazione. Il sostituto procuratore presso il tribunale di Lecce, Maria Cristina Rizzo, ha aperto d'ufficio un'inchiesta per accertare eventuali responsablità, acquisendo tutti i referti e gli atti relativi alla tragedia. Ieri sera il medico legale Alberto Tortorella ha eseguito l'esame necroscopico sul corpo del bambino. Confermate le cause accidentali del decesso, il piccolo Federico forse ha avuto un malore mentre faceva il bagno.

«L'ambulanza che lo ha soccorso e trasportato all'ospedale di Copertino, secondo la ricostruzione fatta dal commissariato di Manduria - afferma il vice questore di Taranto, Carla Durante - aveva le apparecchiature e il personale specializzato per l'eventuale intervento di Rianimazione. Sulla spiaggia erano presenti fra i bagnanti quattro medici. Uno di loro ha cercato di rianimare il bambino che però era già cianotico. Secondo noi è stato fatto tutto il possibile per salvarlo. Capiamo il dramma dei genitori, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare».

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