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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:28

Pulito il mare di Puglia, non nel barese

Questa la fotografia scattata alle coste delle province di Foggia e Bari dalla Goletta Verde 2005 di Legambiente. I problemi per depurazioni insufficienti
BARI - Acque pulite ma con punti di sofferenza, prevalentemente nel barese, provocati da una depurazione inefficiente, e coste «sotto assedio» dalla cementificazione selvaggia e rese inaccessibili da una privatizzazione cresciuta sulle concessioni facili e sull'abusivismo sul demanio. Questa la fotografia scattata alle acque marine e alle coste delle province di Foggia e Bari dalla Goletta Verde 2005 di Legambiente.

I risultati del monitoraggio delle acque sono stati presentati stamani in conferenza stampa a bordo della Goletta Verde presso la Banchina Seminario del Porto di Molfetta alla presenza di Giuseppe Ruggiero portavoce di Goletta Verde, Sebastiano Venneri responsabile mare di Legambiente e Francesco Tarantini presidente regionale Legambiente Puglia.
E' sostanzialmente buona, dal punto di vista microbiologico, la qualità delle acque di balneazione delle province di Foggia e Bari secondo le analisi di Goletta Verde, che su 32 punti di campionamento ha riscontrato solo 5 situazioni di leggero inquinamento.
A Manfredonia, spiaggia di Siponto, è stato registrato un valore di coliformi fecali superiore ai limiti di legge, a Molfetta invece la percentuale di ossigeno presente nell'acqua è risultata superiore ai limiti previsti dal decreto 470/82 che regolamenta la balneabilità. E così a Giovinazzo e a Bari, in località Santo Spirito. Infine la spiaggia di Pane e pomodoro di Punta Perotti a Bari, dove i prelievi sono stati effettuati l'otto luglio, è stata segnalata per i superamenti dei valori di enterococchi intestinali e coliformi fecali. Oltre ai parametri previsti dalla legge italiana (Dpr 470/82) i laboratori mobili di Legambiente analizzano già da due anni gli Escherichia Coli, batteri che vivono esclusivamente nell'intestino umano, e che danno quindi una dimensione molto precisa dell'inquinamento antropico e che insieme agli Enterococchi sono i parametri microbiologici scelti come indicatori nella proposta di direttiva europea sulle acque di balneazione in via di approvazione.

«Abbiamo voluto già mettere in pratica le nuove direttive, - ha dichiarato Giuseppe Ruggiero, portavoce di Goletta Verde - più aggiornate rispetto alla normativa italiana attualmente in vigore; naturalmente ci teniamo a precisare che le analisi delle acque di balneazione che noi di Legambiente facciamo con Goletta Verde forniscono una fotografia delle acque al momento del prelievo. Non possiamo e non vogliamo conferire patenti di balneabilità, compito che resta delle Arpa e del Ministero della Salute.»

«La qualità delle acque pugliesi - ha proseguito Giuseppe Ruggiero, portavoce di Goletta Verde - è abbastanza buona, anche se alcuni punti critici sono emersi: a Manfredonia, dove il valore dei Coliformi Fecali è risultato fuorilegge, segnale inequivocabile di presenza di scarichi scarsamente depurati, e a Punta Perotti, a Bari, dove sono risultati alti i valori degli enterococchi e coliformi fecali. Sempre nel barese sono da tenere sotto controllo tre punti, dove la percentuale dell'ossigeno presente nell'acqua è superiore ai limiti di legge, chiaro segno di sofferenza del mare, dato che l'ossigeno è un parametro spia che indica la presenza di nutrienti in eccesso. Soprattutto in Puglia - ha concluso Ruggiero - per mantenere il buono stato di qualità delle acque di balneazione è necessario porre maggiore attenzione agli scarichi e alla gestione delle coste».

IL PROBLEMA DELLE PRIVATIZZAZIONI SELVAGGE
Spiagge negate dalla privatizzazione selvaggia e cementificazione scriteriata sul demanio sono i mali annosi della costa pugliese, come attestano i dati delle illegalità in mare, che in Puglia hanno un ritmo di 9 reati al giorno. Non più di 4 cm a testa è la spiaggia accessibile ai bagnanti pugliesi, quella libera da stabilimenti balneari, campi sportivi, residence e costruzioni abusive di ogni sorta.
L'abusivismo sul demanio è in Puglia un fenomeno in crescita, con 489 infrazioni accertate dalle forze dell'ordine, 617 persone denunciate o arrestate e 200 sequestri effettuati. «E' impensabile - ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente - che si continui a procedere a colpi di concessione: il litorale pugliese è stato nel corso degli anni invaso da costruzioni di ogni sorta, realizzate anche per mano pubblica e a cui oggi si sono affiancati i nuovi stabilimenti balneari, realizzati in barba alle norme sulla salvaguardia del litorale e che impediscono il libero accesso al demanio. Occorre uno sforzo di concertazione e una comune assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, a tutti i livelli per dare un concreto segnale di miglioramento per le nostre spiagge. E guardiamo - ha concluso Venneri - con fiducia e soddisfazione all'intenzione della Regione Puglia di stilare in tempi brevi La Carta delle regole delle coste pugliesi».

Accanto alla protesta, tuttavia, Legambiente Puglia avanza una concreta proposta: il parco della Murgia marina. «Rinaturalizzare - ha spiegato Francesco Tarantini, presidente regionale Legambiente Puglia - un tratto di costa oggi preda dell'incuria e dell'abbandono e però ancora sede di risorse ambientali di grande pregio: l'oasi di protezione Torre Calderina localizzata lungo il tratto di costa tra Molfetta e Bisceglie. Legambiente intende scommettere su questo pezzo di litorale, ancora sgombro di «mostri» e immune da scriteriate dinamiche di privatizzazione, per dare avvio a un progetto di riqualificazione, che punti all'istituzione di un parco».

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