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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:16

Barletta - False partite Iva per incassare

L'organizzazione era composta da 5 tra imprenditori e professionisti. Chiedevano rimborsi per quasi 3 milioni di euro per attività di aziende intestate ad anziani
BARI - Un'organizzazione dedita a truffa e riciclaggio è stata scoperta nel barese dalla guardia di finanza che, in un'operazione compiuta stamane, ne ha arrestato alcuni presunti componenti.
L'operazione è stata coordinata dal Comando provinciale della guardia di finanza ed eseguita dai militari della compagnia di Barletta.

Gli arresti - cinque persone tra imprenditori e professionisti - sono stati eseguiti a conclusione di indagini durante due anni che hanno evidenziato che era stata organizzata un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno dello Stato. L'operazione, denominata «Amnesia», ha avuto origine quando i finanzieri, durante controlli sui rimborsi iva richiesti da numerose imprese sedenti in Barletta, hanno scoperto che due società avevano presentato istanza di rimborso per ingenti crediti Iva, maturati nel corso di solo un mese di attività, e soprattutto che queste società erano inesistenti. Ulteriori accertamenti, hanno consentito di accertare che i soci delle imprese fantasma erano soci anche in altre quattro società che avevano caratteristiche comuni: l'identica data di inizio attività, il medesimo settore merceologico (la produzione ed il commercio di prodotti tessili) e la richiesta di ingenti rimborsi iva, per un ammontare complessivo di oltre 2.295.000 euro. Le società erano costituite da tre anziani, residenti in Piemonte e Lombardia.

Ulteriori indagini hanno consentito a quel punto di acquisire elementi indiziari a carico di un commercialista di Barletta che aveva provveduto a tenere i contatti con alcuni studi notarili per le procedure di costituzione di tutte le imprese coinvolte, e a condurre presso gli stessi studi i prestanome. Secondo una ricostruzione fatta dagli investigatori, dopo un piccolo compenso (500 euro) e un breve soggiorno in Barletta, gli anziani prestanome venivano condotti presso diversi studi notarili per la costituzione delle società delle quali però non conoscevano le ulteriori vicende. Veniva ancora accertato che le società erano delle 'missing traders', cioè persone giuridiche create al solo fine di richiedere fraudolentemente il rimborso di insussistenti crediti iva per mai avvenuti acquisti e importazioni di beni ammortizzabili, studi e ricerca.

Le indagini venivano estese a tutte le imprese in cui il commercialista barlettano figurava quale consulente: venivano così individuate altre 8 imprese che, mediante l'utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti avevano conseguito ingenti crediti iva, ottenendone l'indebito rimborso per oltre 5.250.000euro somma che era stata in gran parte riciclata.
Le indagini, coordinate dal p.m del tribunale di Trani (Bari) Giuseppe Maralfa, hanno portato alla denuncia di 11 persone quattro delle quali sono state arrestate. Sono: Eugenio Ricco, di 44 anni, Antonio Ronchetti, di 65, Ruggero Barile, di 37, e Cosima Damiana Castellano, di 38. A due sono stati concessi gli arresti domiciliari, una quinta persona viene ricercata. Sono tutti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere (416 c.p.) finalizzata alla perpetrazione di più delitti di truffa aggravata in danno dell'amministrazione finanziaria (640-bis c.p.) e riciclaggio (648-bis c.p.) del denaro proveniente dalla consumazione dei delitti truffa.

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