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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:17

La città ideale al Castel dei mondi di Andria

Il Festival Internazionale è dedicato al presente e al futuro, al mondo com'è oggi e come vorremmo che fosse: alla Città ideale come città globale
ANDRIA (BARI) - Una lettura scenica della «Città del Sole» di Tommaso Campanella nella riduzione curata da Paolo Puppa e affidata a Toni e Peppe Servillo è andata in scena ieri sera nel Castel del Monte nell'ambito della terza edizione del Festival internazionale «Castel dei Mondi» promosso dal Comune e organizzato da Pamela Villoresi e Mimma Gallina.
Dopo aver raccontato i vecchi continenti con Europa e Vecchi Mondi (2003), aver indicato ed esplorato Vie di fuga e mondi nuovi (2004), quest'anno il Festival Internazionale di Andria è dedicato al presente e al futuro, al mondo com'è oggi e come vorremmo che fosse: alla Città ideale, città globale. In questa ottica rientra la lettura scenica della Città del Sole di Tommaso Campanella.

Il testo, un breve dialogo composto nel 1602, immagina che il protagonista, un navigatore chiamato Genovese, che avrebbe scoperto nuove terre a sud dell'India e narri ad una spalla, l'Ospitalario, la città che ha scoperto. Quest'ultima è la metafora di un universo armonioso, dove non vi sono nè proprietà privata nè organizzazione familistica, e dove la natura, nella quale l'autore identifica Dio, è modello delle istituzioni.

Di gradissimo fascino questo tentativo di messa in scena che ci auguriamo si trasformi ben presto - come ha sottolineato Paolo Puppa - in uno spettacolo teatrale strutturato, reso ancora più vitale e coinvolgente dalla voce e dalla presenza scenica di Toni e Peppe Servillo. Peccato che la magia dell' atmosfera sia stata bruscamente interrotta, a pochi minuti dalla fine dello spettacolo, da un black out.
Il discorso sull'utopia e sul mondo come vorremmo che fosse prosegue stasera con un omaggio che Pamela Villoresi ha dedicato al poeta Mario Luzi, recentemente scomparso, recitando i versi del grande poeta, accompagnata in scena dal compositore Luciano Valvolo. Luzi - hanno sottolineato gli organizzatori - ha lottato «con la parola contro l'inquinamento del pensiero e della coscienza, contro il male e contro la guerra, per la dignità dell'uomo e per quell'amore universale che allarga l'orizzonte dell'umano e quindi del mondo».

Il Festival raggiungerà il proprio apice con Giovanni Sollima, il più grande compositore contemporaneo, che sabato 16 con l'orchestra sinfonica di Bari eseguirà in prima assoluta una composizione su Filippo II. Sullo sfondo di Castel del Monte si svolgerà un concerto che racchiude la ricerca internazionale del maestro, che si muove sempre su frontiere anticonvenzionali fra oriente e occidente, tra musica etnica e contemporanea. E anche con il concerto di Mauro Pagani con il suo quartetto: 'Creuza de ma' (mercoledì 15), in cui rileggerà una delle opere più belle di Fabrizio de Andrè.
Al balletto classico-contemporaneo è affidato il compito di chiudere il festival il 17 luglio prossimo: l'etoile internazionale Andrè de La Roche interpreta Don Chisciotte che da ormai quattrocento anni è l'eroe simbolo dell'illusione e della sua necessità.

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