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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:32

Foggia - Corruzione per lavori su strade

Otto ordinanze di custodia contro imprenditori e funzionari pubblici. Tra i truffati la provincia di Foggia per un danno di circa 70mila euro alle casse dell'amministrazione
FOGGIA - I carabinieri della compagnia di Foggia e del nucleo ecologico di Bari stanno eseguendo, in queste ore, otto ordinanze di custodia cautelare ad altrettante persone accusate di corruzione, truffa ai danni dello stato e smaltimento illegale di rifiuti. I provvedimenti, due arresti domiciliari e sei misure interdittive, sono state emesse dal gip del tribunale di Foggia Enrico Di Dedda che ha accolto le richieste dei sostituti procuratori Maurizio Gatti e Rosa Pensa. Le persone coinvolte nell'inchiesta denominata Black Street sono quattro imprenditori e quattro funzionari dell'amministrazione provinciale di Foggia. Le indagini hanno preso il via dopo l'inchiesta su una discarica abusiva in un comune del foggiano ma riguarderebbe anche presunti lavori per la manutenzione delle strade mai effettuati.

Le indagini dell'operazione Black Street portata a termine all'alba di questa mattina dai carabinieri della compagnia di Foggia, hanno svelato come alcuni dipendenti pubblici, dietro regalie, favorivano la ditta aggiudicataria di due distinti appalti per la manutenzione e il ripristino di alcuni tratti della rete stradale della provincia di Foggia, nonchè l'impresa subappaltatrice, consentendo alle stesse di fornire beni e servizi direttamente inferiori a quelli contabilizzati - se non inesistenti - e poi pagati dall'amministrazione provinciale di Foggia. A fronte di lavori contabilizzati e regolarmente pagati per l'importo complessivo di circa 160mila euro le ditte di fatto eseguivano lavori stimati in 90mila euro, procurando così un danno di circa 70mila euro alle casse dell'amministrazione provinciale di Foggia. L'inchiesta ha anche evidenziato lo smaltimento illecito della totalità dei rifiuti speciali non pericolosi derivanti dalla manutenzione della sede stradale che venivano in parte abbandonati su aree private e, in altri casi «tombati» ai bordi delle stesse strade.

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