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Policlinico, sforbiciata  per 16 unità operative E mancano infermieri

BARI - Il Policlinico si prepara alla nuova sforbiciata sui reparti a seguito della riorganizzazione delle ulteriore 16 unità operative universitarie che si aggiunge alle 32 già interessate dal precedente restyling. Intanto l’azienda ospedaliera fa in conti con la carenza di infermieri: ne mancano oltre 150 all’appello, si attende la deroga per le assunzioni. Intanto al Tar si consuma un «duello» a colpi di ricorsi su Cardiologia, tra il prof. Ciccone e il prof. Favale. Il primo contesta all’altro di non poter ricoprire quel ruolo. L’altro gli risponde: pensa al tuo concorso da associato
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Policlinico, sforbiciata  per 16 unità operative E mancano infermieri
BARI - Dopo le prime 32 unità operative, al Policlinico toccherà ora un nuovo restyling nell’ambito della cura dimagrante imposta dalla Regione per il piano di rientro dal deficit della sanità. Il manager dell’azienda ospedaliera Vitangelo Dattoli, è alle prese con le procedure che porteranno alla definizione - con l’Università - della seconda fase di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera che vedrà dare una sforbiciata alle unità operative. Non si tratta di un taglio vero e proprio, anche se dal punto di vista sostanziale alcuni reparti saranno accorpati o rimodulati sulla base delle intervenute nuove esigenze.

Ma se alla Asl di Bari (come riferiamo in altro servizio) devono fare i conti con la carenza di medici, al Policlinico il vero problema di chiama infermieri. Dattoli spiega che è in attesa di ottenere la deroga per l’assunzione di 150 infermieri: una situazione ormai al rischio del collasso che potrebbe non durare a lungo senza interventi concreti. Il Policlinico, come certificato dai bilancio, ha realizzazione risparmi di spesa sul personale e ha le carte in regola (e le risorse) per procedere alle nuove assunzioni. Ma anche sull’ex Consorziale incombe la spada di Damocle delle rigidità imposte dai vincoli del Piano di rientro che si spera possa chiudersi entro quest’anno restituendo così autonomia decisionale alla Regione.

Il nodo «ex stabilizzati» - quel personale finito al centro della sentenza di un anno fa della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge di «stabilizzazione» al tempo indeterminato (e senza concorsi) di circa 500 precari - per il Policlinico incide in un numero non superiore a 10 unità mediche. Come per la Asl, anche per il Policlinico la legge licenziata dalla Regione venerdì inciderà poco e niente senza quegli atti amministrativi «annunciati» che consentiranno alle aziende di poter eventualmente «sforare» il tetto della spesa per le assunzioni a tempo determinato. In attesa che vengano definite le nuove piante organiche - dopo l’approvazione della fase 2 del piano di rientro - gli ex stabilizzati possono continuare a restare in servizio solo con un contratto a tempo. L’obiettivo è quello di poter bandire i concorsi - dopo le nuove piante organiche - dando così la possibilità di garantire a questo personale un posto fisso e salvaguardare i livelli assistenziale attualmente messi in discussione per le carenze di personale.

Sul punto, come precisa Dattoli, il Policlinico riuscirebbe a garantire a questi 10 medici «stabilizzati» il trattenimento in servizio per tutta l’estate, salvo poi incorrere nel «freno» imposto dalla norme di stabilità finanziaria.

n. pepe

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