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Giovedì 21 Settembre 2017 | 07:01

Vendola: i clandestini non sono terroristi

Così il presidente della Regione Puglia al forum sull'immigrazione, «Mare aperto, idee per aprire le frontiere e chiudere i Cpt», svoltosi a Bari
BARI - I tragici attentati di Londra non hanno distolto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dalla ferma volontà di avviare il dibattito sui temi dell'immigrazione, promuovendo oggi il forum «Mare Aperto» al quale sono presenti rappresentanti delle Regioni governate dal centrosinistra. «Sono stato invitato a sospendere i lavori del Forum perchè c'era il sangue di Londra, ma il sangue di Londra è figlio di questa meschinità - ha tuonato Vendola - vediamo con molta angoscia cadere progressivamente la soglia di sicurezza del mondo intero. E sappiamo cosa significa mandare in vacanza i figli per studio nelle capitali del mondo, per esempio Londra, e che cosa significa percepire nel vivere quotidiano questa ipoteca di terrore, di violabilità permanente del diritto alla vita». Per questo, ha spiegato il presidente della Regione Puglia dobbiamo interrogarci molto sulle ragioni di questa condizione di insicurezza del mondo e dobbiamo individuare nelle strutture di violenza in quelle che si giustificano sotto la guerra degli Stati e in quelle che invece ricorrono all'artigianato grezzo del terrore. In entrambi i casi - ha aggiunto Vendola - dobbiamo individuare lì il nemico dell'umanità, il nemico del diritto contro la violenza che si organizza in forme differenti, ma sempre strumentalizzando e guardando in forme di disprezzo al valore indisponibile della vita umana».
Oggi, contro chi pensa che ci si possa assuefare alle scene dei bombardamenti o dei kamikaze, «dobbiamo essere lungimiranti, provare a compiere una nuova semina» e per Vendola occorre costruire un patto di convivialità, e «l'incontro delle civiltà, la mescolanza, il meticciato nel mondo». Secondo Vendola «il crimine non ha tipicità etniche ma ha semplicemente condizioni che risalgono alle responsabilità delle persone». E da Bari Vendola, dinanzi ad una platea frutto di «inedita mescolanza» di società civile, di movimenti e di istituzioni, indica la strada: «riaprire veramente in Italia e in Europa un'interlocuzione feconda, realistica e lungimirante insieme sui temi delle politiche dell'immigrazione». «In questi anni forse, la dico così, abbiamo lavorato alla costruzione di un mercato e di uno Stato penale sovranazionale - ha rilevato il presidente della Regione Puglia - vorrei che lavorassimo, invece, a uno Stato sociale sovranazionale e che pensassimo il rapporto tra Europa e Mediterraneo come un rapporto fondativo».
Vendola ha, quindi, ricordato che il Mediterraneo è un mare in cui «galleggiano i corpi di troppi naufraghi sventurati che cercavano di attraversarlo quel mare per venire qui a cercare fortuna» divenendo «uno dei più grandi cimiteri all'aperto dei nostri tempi recenti».
E quando i clandestini giungono in Puglia trovano i Cpt. «In epoche lontane - ha ricordato Vendola - abbiamo saputo accogliere le persone che venivano da lontano e perfino lì iconografia: la Puglia, per esempio è piena di Madonne che sono le patrone delle nostre città e che hanno il volto scuro perchè vengono dalla terra dei curdi». I Cpt, invece incontrano l'idea di una «detenzione amministrativa, in una forma spuria e indecente. C'è - ha concluso Nichi Vendola - una condizione di limbo politico e che rende perfino a noi uomini delle istituzioni impossibilitati a esercitare il diritto di controllo e di tutela della vita e dei diritti di chi è lì recluso», denunciando che al presidente della Regione Calabria Agazio Loiero sia stato perfino impedito l'accesso in un Cpt in Calabria.

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