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Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:57

Taranto - L'Ilva avvia il licenziamento per 9 dipendenti: hanno scioperato

L'azienda contesta ai lavoratori di aver incrociato le braccia lasciando 300 tonnellate di acciaio liquido in un convertitore e mettendo così a rischio la tenuta dello stesso impianto
TARANTO - La direzione dell'Ilva di Taranto ha avviato la procedura di licenziamento nei confronti di nove lavoratori dello stabilimento siderurgico che operano nell'area dell' acciaieria. Ai lavoratori interessati l'azienda contesta di aver proclamato con effetto immediato, e fatto, uno sciopero nel pomeriggio dell'altro ieri: l'astensione dal lavoro era stata indetta da due sindacalisti della Fiom per le precarie condizioni di sicurezza in cui si lavorerebbe nell'area dell'acciaieria.
In particolare - a quanto si è saputo - l'azienda contesta ai lavoratori di aver incrociato le braccia lasciando 300 tonnellate di acciaio liquido in un convertitore e mettendo così a rischio la tenuta dello stesso impianto.
La procedura di licenziamento è stata avviata nei confronti dei due sindacalisti della Fiom che avevano proclamato lo sciopero e di altri sette operai che avevano aderito alla protesta.

I SINDACATI: ATTI ILLEGITTIMI
«Un messaggio intimidatorio di estrema gravitaà»: così il segretario provinciale della Fiom Cgil, Francesco Fiusco, definisce la decisione della direzione Ilva di Taranto di avviare la procedura di licenziamento nei confronti di nove dipendenti dell'azienda dopo uno sciopero a cui avevano aderito l'altro ieri nell'area dell'Acciaieria 1 per protestare contro le precarie condizioni di sicurezza che il sindacato denuncia.
Fiusco definisce «illegittimo» il provvedimento deciso dall'azienda. Lo sciopero era stato proclamato da due sindacalisti della Fiom: nella lettera inviata dall'Ilva ai lavoratori per avviare la procedura di licenziamento si contesta ai nove operai di aver incrociato le braccia lasciando 300 tonnellate di acciaio liquido in un convertitore, mettendo a rischio la tenuta dell'impianto.

Secondo quanto riferito da Fiusco, le condizioni di sicurezza nello stabilimento siderurgico sono così precarie che questa mattina alcuni ispettori dello 'Spesal' della Ausl Taranto 1 avrebbero intimato all'azienda di fermare un convertitore perchè da una lancia che soffia ossigeno fuoriusciva acqua che metteva a rischio la sicurezza degli operatori.
Per Rocco Palombella, segretario provinciale della Uilm (sindacato maggioritario nel Siderurgico di Taranto), l'azienda ha messo in atto «un'azione molto forte e determinata che non condividiamo». «Utilizzeremo tutti gli strumenti legittimi - ha detto Palombella - per far recedere l'azienda dalla sua decisione ed evitare i licenziamenti». «Eccessiva» è stata definita l'iniziativa dell'Ilva dal segretario provinciale della Fim Cisl, Giuseppe Lazzaro. «Noi siamo dell'idea - ha aggiunto - che vada sempre privilegiata la contrattazione e la negoziazione, tranne che in casi estremi».

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