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Sabato 23 Settembre 2017 | 20:13

Eolico in Puglia, via a moratoria

Ad oggi risultano presentate domande per 27 impianti sul territorio regionale, oltre a 21 già presenti; 3 istanze rinviate per valutare l'impatto ambientale
BARI - La giunta regionale pugliese ha approvato lo schema di disegno di legge che sancisce la moratoria per le procedure di valutazione di impatto ambientale e per le procedure di autorizzazione di impianti di energia eolica.
La moratoria viene decisa - è detto nell'articolo unico del ddl - «nelle more della definizione ed approvazione del Piano energetico ambientale regionale, comunque fino e non oltre il 30 giugno 2006». Entro sei mesi dall'entrata in vigore del ddl la Regione è impegnata a definire il piano energetico ambientale regionale.

Fino al 15 maggio 2005 all'assessorato regionale all'ecologia risultano espresse, al 2001 al 2005, «pronunce ambientali favorevoli per n.27 impianti eolici, che sviluppano l'installazione di oltre 500 turbine per una potenzialità nominale di circa 780 MW, ai quali si aggiungono 21 impianti già installati al 2002, con una potenzialità nominale installata di circa 230mw». Risultano inoltre in istruttoria altre 47 istanze per altrettanti impianti eolici «che svilupperebbero l'installazione di ulteriori 844 turbine per una potenzialità nominale di 1424 MW, mentre altre 3 istanze sono state rinviate alla specifica procedura di Via (valutazione impatto ambientale)».

Nello schema di disegno di legge si spiega che «sono sospese le procedure di valutazione di impatto ambientale, ai sensi della legge regionale n.11/2001, nonchè le procedure autorizzative, ai sensi dell'art. 12 del d.lgs.29 dicembre 2003, n.387, delle istanze relative alla realizzazione di impianti eolici inoltrate ai competenti uffici regionali successivamente alla data del 30 aprile 2005, ad esclusione di quelli a unica turbina di potenzialità nominale fino a 1 MW, destinati in via prioritaria a produzione di energia per autoconsumo».
«Gli impatti degli impianti eolici - spiega la relazione che accompagna lo schema di provvedimento - sono da ricondurre non solo agli aspetti paesaggistici, ma anche, se non addirittura soprattutto, a quelli connessi al consumo di territorio per la realizzazione delle infrastrutture di supporto connesse sia alla realizzazione, sia alla gestione degli impianti stessi: viabilità e piste per l'accesso alla aree di impianto; cabine di trasformazione; stazioni di trasferimento e reti di trasporti dell'energia prodotta, con evidenti detrazioni apportate sulla continuità delle aree agricole e, spesso, su quella degli habitat naturali, fortemente interessati da tali installazioni».

«I benefici producibili - è detto ancora nella relazione - risultano fortemente ridimensionati e resi relativi ove si consideri che: la fonte eolica di produzione di energia è una fonte non programmabile, in quanto correlata ad eventi atmosferici non prevedibili, se non su base statistica, e pertanto non in grado di costituire una fonte di sostituzione, quanto una fonte integrativa. Su queste basi la produzione di energia eolica non sostituisce la produzione di energia da fonte convenzionale, ma una fonte integrativa che si somma alla produzione tradizionale di energia che continua ad assicurare l'alimentazione ordinaria delle reti di distribuzione di energia a servizio delle aree urbane e del sistema produttivo; la potenzialità degli impianti installati o autorizzati, è una potenzialità nominale, in quanto correlata alle migliori condizioni di ventosità di volta in volta indicate, che però non sono continue, ma sono presenti solo per limitati periodi stagionali. Si può stimare, infatti, che gli impianti installati siano sfruttati solo per una percentuale del 25-30% della relativa potenzialità. Da ciò deriva che una produzione significativa di energia eolica, in termini assoluti, richiede una elevata diffusione di impianti sul territorio: la capacità del territorio regionale di sostenere tale diffusione è tutta da valutare; l'economicità della maggior parte degli impianti eolici, soprattutto di quelli realizzati in condizione limite di ventosità utile (appunto la maggior parte di quelli realizzati in Puglia) è legata ad un mercato assistito, strettamente dipendente dallo sviluppo del mercato dei cosiddetti 'certificati verdì. Da ciò deriva che l'eventuale venir meno del sistema incentivante o il solo ridimensionamento dello stesso dovuto allo sviluppo delle diverse fonti energetiche rinnovabili a livello nazionale, metterebbe di fatto fuori mercato numerosi impianti oggi autorizzati in Puglia che, anche se dimessi e smantellati da parte degli operatori, lascerebbero sul territorio il sistema infrastrutturale connesso quale detrattore ambientale importante».
Nello scenario più favorevole all'energia eolica in Puglia - è detto in un comunicato della Regione - «la produzione massima stimata, in grado di garantire economicità dei relativi impianti è valutata, nel lungo periodo, in 1300 MW prodotti».

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