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Giovedì 21 Settembre 2017 | 07:12

Da Trieste a Bari contro i Cpt

La Carovana no Centro permanenza temporanea partirà domenica per arrivare in Puglia l'11 luglio e partecipare al Forum Nazionale promosso da Vendola
TRIESTE - La 'Carovana no-Centro permanenza temporanea (Cpt)' (per l'amnistia, la chiusura dei lager, la moratoria di quelli in costruzione) partirà domenica sera dal porto vecchio di Trieste per raggiungere Bari, dove l'11 luglio è previsto il Forum Nazionale contro i Cpt, promosso da Nichi Vendola, Presidente della Puglia, a cui hanno aderito dodici presidenti di regione, tra cui Riccardo Illy, per richiedere la chiusura dei Cpt in Italia. Lo hanno reso noto, oggi, a Trieste, in una conferenza stampa, Alessandro Metz, consigliere regionale dei Verdi del Friuli Venezia Giulia, Luca Casarini, dei centri sociali del nordest e vari esponenti delle associazioni antirazziste.

«Fu proprio grazie alla mobilitazione delle forze antirazziste, dei cittadini e delle cittadine di Trieste, di parlamentari - ha spiegato Metz - se la manifestazione del 24 ottobre 1998 portò alla chiusura del Cpt-lager di Trieste e a impegnare tali forze in questi anni per la chiusura di tutti i Cpt in Italia. Anni - ha aggiunto - che però hanno prodotto anche una montagna di denunce, processi e anche condanne, tanto che il 13 luglio, solamente due giorni dopo il Forum di Bari, si svolgerà a Trieste il processo d'appello nei confronti di otto attivisti, tra cui io e Luca Casarini, che hanno già subito condanne a pesanti pene detentive, un anno di carcere, per quell'episodio, per la loro azione a favore dell'umanita».

«Per noi - ha affermato Metz - è positivo che dodici presidenti di regione chiedano la chiusura dei Cpt e parlino dell' apertura delle frontiere ma non vogliamo - ha proseguito che resti una manovra elettorale. Questa battaglia - ha detto - deve diventare parte integrante del programma politico del centro sinistra. Anche perchè le contraddizioni sono notevoli, basta vedere le dichiarazioni di Giorgio Napolitano e di Livia Turco sul fatto che occorrono altri Cpt, perciò chiederemo al centro sinistra si mobiliti da subito perimporre al moratoria sull' ultimazione dei Cpt di Gradisca e Bari».

«Se la battaglia contro i Cpt ha raggiunto livelli istituzionali come questo del 12 luglio a Bari con i presidenti di regione - ha affermato Luca Casarini - è perchè i movimenti in questi anni hanno continuato a mantenere aperta questa contraddizione e se nel resto d' Europa questi lager per migranti sono la normalità, in Italia essi, per fortuna, sono un' anomalia e questo grazie all'impegno di tanti e tante che generosamente hanno impedito che il lager diventasse normale. Siamo poi in presenza - ha continuato Casarini - di una fase nuova del Cpt dove le battaglie e le rivolte dei migranti hanno un grande ruolo. Per questo chiediamo l'amnistia per i 'reatì commessi dentro e fuori queste vergogne istituzionali». «Un altro dato inquietante - ha precisato Casarini - sono le deportazioni riaffermate dal ministro Pisanu a Evian nella riunione del G5, per intensificare il meccanismo delle deportazioni collettive che poi sono anche vietate dalla Ue. Le deportazioni - ha concluso Casarini - significano anche morter. Infatti, oltre a essere un meccanismo di violenza inaudita e inaccettabile, la deportazione, dopo l'accordo con la Libia significa che questi migranti vengono deportati nel deserto, dove non ci sono contrrolli, dove la tortura è sistematica e dove molti vanno incontro a morte certa».

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