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Martedì 19 Settembre 2017 | 19:20

Formazione, indagato ex assessore Marmo

L'accusa per presunti abusi con cui la Regione Puglia ha assegnato all'Agen.Form.Sud 16 corsi, con un finanziamento complessivo di oltre 1.800.000 euro
BARI - Un avviso di conclusione delle indagini nel quale vengono contestati i reati di concorso in falsità ideologica e materiale è stato notificato all'ex assessore della Regione Puglia, Nino Marmo (An), e ad altre undici persone, tra cui funzionari regionali e imprenditori. Ad alcuni indagati vengono anche contestati diversi episodi di peculato.
L'atto, che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio, è firmato dal pm inquirente del Tribunale di Bari, Roberto Rossi, e riguarda presunti abusi compiuti nelle procedure con cui la Regione Puglia ha assegnato all'Agen.Form.Sud 16 corsi di formazione professionale, erogando un finanziamento complessivo di oltre 1.800.000 euro.

I fatti fanno riferimento al periodo compreso tra il 12 marzo 1999 e il primo luglio del 2000. In quel periodo Marmo aveva l'incarico di assessore regionale alla formazione professionale e al lavoro.
Secondo l'accusa, Marmo, in concorso con Carmine Civitano, coordinatore di settore, Giacomo Claudio Loperfido, funzionario istruttore, Alberto Giammaria e Vitantonio Mitola, rispettivamente legale rappresentante e amministratore di fatto dell'Agen.Form.Sud, in violazione delle norme di legge, con delibera di giunta del 12 marzo '99 facevano in modo che venisse assegnata alla società di Mitola la gestione di sei corsi di formazione professionale (rinunciati dall'Enapaica) per un finanziamento complessivo di 1.296.000.000 di lire, nonostante la società non avesse maturato alcuna esperienza nel settore della formazione.

A Marmo, Civitano, Loperfido, Giammaria e Mitola, viene anche contestato un altro reato di falso in concorso con i funzionari della Regione Puglia facenti parte del cosiddetto gruppo informatico - Giuseppe Cannillo, Pasquale Rutigliani, e Nicola Rutigliani - per aver alterato gli esiti della graduatoria finale utile per l'assegnazione di altri dieci corsi di formazione all'Agen.Form.Sud (che aveva ottenuto un punteggio più basso rispetto ad altre società), dati che venivano riportati in diverse delibere di giunta, varate tra giugno e dicembre '99, con le quali furono aggiudicati i corsi alla società di Mitola ed erogati finanziamenti per 2.221.290.000 lire.
A Mitola e Giammaria, quest'ultimo anche in veste di titolare della Locazione servizi sanitari, viene anche contestato il reato di peculato e falso per essersi appropriati 215 milioni di lire di finanziamento regionale attestando falsamente di aver fornito una serie di prestazioni ai corsi dell'Agen.Form.Sud. Altre contestazioni di falso e peculato sono rivolte a Giammaria, Mitola, Franco Pagone, direttore di sede dell'Agen.Form.Sud, a Renato Bufano e Giuseppe Coviello in relazione alla falsa presenza ad un corso di formazione degli allievi Bufano e Coviello, che - secondo l'accusa - firmarono regolarmente i registri delle presenze.
Infine, Giammaria, Mitola, Coviello e Anna Maria Cisternino, questi ultimi due nelle qualità di titolari di aziende fornitrici di beni e servizi all'Agen.Form.Sud, sono accusati di falso e peculato per aver attestato falsamente l'acquisto di merci e servizi concordando l'emissione di fatture per operazioni inesistenti o per importi superiori a quelli reali, appropriandosi 759 milioni di lire di cui Mitola e Giammaria avevano la disponibilità. Dalla notifica dell'avviso di conclusione delle parti gli indagati hanno 20 giorni di tempo per produrre memorie o per chiedere di essere interrogati.

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