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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:37

Processo a presunti «broker» contrabbando, il pm: paghino

Dopo aver quantificato in in 3.600.000 € la sanzione per l'evasione dei diritti di confine, Eugenia Pontassuglia (della Dda di Bari) ha detto che chi volesse accedere ai patteggiamenti dovrà essere pronto a cospicue offerte in danaro a titolo di risarcimento
BARI - E' stata quantificata orientativamente in 3.600.000 euro la sanzione prevista per l'evasione dei diritti di confine compiuta - secondo l'accusa - dai presunti trafficanti internazionali di sigarette di contrabbando che tra la seconda metà degli anni '90 e l'inizio del 2000 hanno introdotto, attraverso la Puglia, dal Montenegro nell'Europa comunitaria mille tonnellate al mese di sigarette di contrabbando.
La stima è stata fatta oggi dal pm della Dda di Bari Eugenia Pontassuglia, nel corso dell'udienza preliminare - aggiornata al 29 novembre prossimo - nella quale sono imputate 23 persone, soprattutto cittadini italiani e svizzeri, alcuni dei quali ritenuti tra i fondatori della più potente associazione mafiosa che avrebbe trafficato in Europa sigarette di contrabbando, riciclando i proventi in Svizzera. Il pm ha sostanzialmente affermato in aula (l'udienza si svolge a porte chiuse, così come prevede la legge) che le richieste di patteggiamento della pena che saranno avanzate (tutte non superiori ai due anni di reclusione), per ottenere l'avallo della Procura dovranno contenere una cospicua offerta in danaro a titolo di risarcimento.
Nell'udienza di oggi, infatti, i legali degli imputati del cittadino francese Patrick Monnier, dello spagnolo Luis Angel Garcia Cancio, e dello svizzero Jurg Hermann Graf hanno manifestato ufficialmente al gup Marco Guida, dinanzi al quale si celebra l'udienza, che è loro intenzione chiedere il patteggiamento della pena. Mentre i difensori di Francesco Venturini, Francesco Nardelli, dell'albanese Pellumb Asllnaj, di Lelio Vincenzo Baldi, quest'ultimo originario di Thun (Svizzera) e residente nel Salento, hanno chiesto il processo con rito abbreviato.
Tra gli imputati per i quali la Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio c'è il broker Franco della Torre, di 62 anni, di Mendrisio (Svizzera), titolare della licenza di importazione rilasciata nel '95 dalle autorità del Montenegro per l'importazione in quel Paese di 100mila casse di sigarette al mese, pari a mille tonnellate. Secondo l'accusa, l'attività criminale di Della Torre è stata messa a segno con la complicità di Gerardo Cuomo, di 57 anni, di Gragnano (Napoli) - condannato con rito abbreviato il 20 novembre 2004 per associazione mafiosa a sette anni e quattro mesi di reclusione in un processo stralcio conclusosi dinanzi al gup di Bari - dei coimputati Paolo Savino, di 65, di Napoli e residente a Lugano (Svizzera), di Michele Antonio Varano, di 51, di Centrache (Catanzaro), del cittadino svizzero Patrick Monnier, di 51, (dimorante in Svizzera e ritenuto socio del deceduto Gilbert Llorens), dello spagnolo Luis Angel Garcia Cancio, e del suo collaboratore e coimputato, il cittadino svizzero Jurg Hermann Graf.
A queste persone, secondo l'accusa, Della Torre avrebbe affidato complessivamente quattro sub-concessioni utilizzando le quali lui e gli altri imputati hanno rifornito di sigarette di contrabbando le associazioni mafiose che operavano in Puglia e Campania che ottenevano i tabacchi via mare: dal Montenegro partivano scafi blu che sbarcavano in Puglia le sigarette che poi venivano caricate su auto e furgoni, e inviate in Italia, Spagna e Gran Bretagna.

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