Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 17:18

Caro-vita - Cittadinanzattiva: in Puglia l'acqua più «salata» d'Italia

Il costo del servizio idrico integrato varia sensibilmente di città in città. Si passa dagli oltre 330 euro dei capoluoghi pugliesi, i più cari, ai 110 euro di Cuneo e i 115 euro di Milano
ROMA - Paese che vai tariffa dell'acqua che trovi. Il costo del servizio idrico integrato varia sensibilmente di città in città. Si passa dagli oltre 330 euro dei capoluoghi pugliesi, i più cari, ai 110 euro di Cuneo e i 115 euro di Milano, le città più economiche. La media nazionale, invece, si attesta intorno ai 195,55 euro. Sono i costi supportati da una famiglia di tre persone che consuma all'anno 192 metri cubi di acqua, rilevati dall'Osservatorio prezzi e tariffe dell'associazione Cittadinanzattiva, in linea con quanto calcolato dal Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche nell'ultima relazione al parlamento.
Le differenze sono notevoli anche all'interno di una stessa regione: in Emilia Romagna, ad esempio, una famiglia di Reggio Emilia spende 283,17 euro, ovvero 166 euro in più rispetto ai 116,89 euro di una famiglia che vive a Piacenza. Stessa situazione anche in Piemonte, dove tra le tariffe di Asti e Cuneo c'è una differenza di 155 euro, quasi quanto quella tra Rovigo e Venezia, tra le quali c'è uno scarto di 154 euro.
LE TARIFFE PIU' ALTE IN PUGLIA, QUELLE PIU' BASSE IN MOLISE
La graduatoria dei capoluoghi di provincia vede in vetta tra le città più costose proprio quelle della Puglia, seguite da Arezzo (314,93 euro), Livorno (308,79 euro) ed Enna (303,26 euro). La palma delle città meno care, invece, va a Cuneo e Milano, seguiti da Isernia (116,14 euro) e Massa (116,21 euro).
Lo studio di Cittadinanzattiva rivela anche che le tariffe mediamente più care si trovano al Sud: tra le regioni in cui il servizio idrico integrato è più caro primeggia la Puglia, seguita dalla Sicilia e dalla Basilicata, con una tariffa media rispettivamente di 224 e 210 euro. Le regioni dove l'acqua è meno "salata", invece, sono il Molise, con una tariffa media di 138,78 euro, la Valle d'Aosta con 144,45 euro e il Friuli Venezia Giulia, con 153,89 euro.
Lo studio rivela che i consumi dell'acqua sono calcolati nel 71% dei casi su base annua, nel 13% su base mensile, nel 7% giornaliera, nel 6% trimestrale, nel 2% quadrimestrale e nell'1% semestrale. L'Osservatorio ricorda anche che sono stati approvati solo 61 piani d'ambito, sui 91 previsti, negli 87 Ato insediati. I dati di Cittadinanzattiva confermano, in sostanza, il dato dell'Istat che da gennaio 2000 a oggi rileva un incremento tariffario dell'acqua potabile del 16%.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione