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Giovedì 21 Settembre 2017 | 07:11

5 baresi accusati di rapine a Tir

Secondo la Polizia stradale del Compartimento per il Friuli-Venezia Giulia, colpivano nelle aree di servizio di tutto il Nord Italia, dal Piemonte al Friuli
UDINE - Hanno colpito nelle aree di servizio autostradali di tutto il Nord Italia, dal Piemonte al Friuli, privilegiando carichi di materiale informatico, hi-fi e televisori, da indirizzare al mercato nero.
La presunta organizzazione, specializzata in decine di furti ai danni di Tir dal 2004 a oggi, è stata scoperta e smantellata dalla Polizia stradale del Compartimento per il Friuli-Venezia Giulia, che ha effettuato 5 arresti, denunciato tre persone e compiuto numerose perquisizioni in tutta Italia.
L' inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Udine, Monica Biasutti, ha visto impegnati gli agenti dei compartimenti Polstrada di Trieste, Udine, Pordenone e Palmanova (Udine).
Il primo ad essere individuato dagli investigatori è stato Vincenzo Mazzilli, di 33 anni, di Bitonto (Bari), identificato come autore di un' azione ai danni di vari camion il 28 aprile scorso. Seguendo i suoi movimenti, gli agenti sono risaliti agli altri quattro presunti componenti della banda, anch' essi residenti nel comune pugliese: Tommaso Amendolagine (40), Michele Carbonara (28), Silvio Perniola (29) e Antonio Dacchille (24).
Gli accertamenti erano scattati all' inizio di quest' anno, dopo una serie di furti segnalati lungo l' autostrada A4, a partire dall' area di servizio di Gonars (Udine). La tecnica utilizzata per il colpo, sempre la stessa e comune ad altri raid segnalati nel Nord Italia, consisteva nell' effettuare un taglio «a mezzaluna» ai teloni di copertura dei carichi, per verificare la merce in essi contenuta. Una volta selezionati i carichi, la banda saccheggiava i Tir, quindi caricava la refurtiva su un altro mezzo ed essa veniva portata in alcuni magazzini, localizzati in Lombardia e Puglia, e da qui inserita nei circuiti commerciali illeciti.
Il gruppo - secondo quanto accertato dagli investigatori - si muoveva con metodicità, partendo dalla Puglia fino all' hinterland milanese, dove era stata fissata da «base operativa», e da cui si spostavano lungo la rete autostradale. Le aree di servizio venivano scelte con cura e vigilate, anche allo scopo di verificare l' eventuale presenza di pattuglie delle forze dell' ordine; atteso l' allontanamento della polizia, la banda si metteva in azione.
L' indagine ha avuto una svolta il 15 giugno scorso, quando, nuovamente a Gonars, i cinque sono stati sorpresi mentre tentavano l' ennesimo furto: avevano appena terminato di «verificare» con il taglio a mezzaluna il contenuto di 13 automezzi, e avevano appena individuato un carico di materiale informatico. Improvvisamente, forse allertati dai movimenti degli agenti, si sono allontanati dal carico e sono fuggiti dall' area di servizio a bordo di un' auto e di un camion in direzione di Venezia. Per il mezzo pesante l' inseguimento è terminato a Treviso, con il fermo di Mazzilli e Dacchille, mentre a Padova è stata bloccata la vettura con gli altri tre componenti della banda. Nei loro confronti è stato ipotizzato il reato di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato e alla ricettazione.
La fase conclusiva dell' indagine è avvenuta tra giovedì e ieri, con l' esecuzione di 10 perquisizioni in Puglia e tre in Lombardia, a carico di persone ritenute complici dell' organizzazione. E' stata infine recuperata molta refurtiva, attrezzi da scasso e alcune taglierine, utilizzate per le operazioni di «verifica» dei carichi sugli autotreni. Nei confronti degli arrestati è stato avviato il procedimento per la misura del divieto di ritorno nel comune di Gonars per tre anni.

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