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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:27

Nichi Vendola: «L'Aqp non sarà privatizzato»

Il presidente della Regione Puglia mette una pietra tombale sulla privatizzazione dell'Acquedotto pugliese. Nominati i vertici della società: Riccardo Petrella, presidente; affiancato dai «superconsulenti» Renato Scognamiglio e Fabrizio Quarta. Approvato il bilancio 2004: utile netto di 16,596 mln
BARI - «Il mio Acquedotto pugliese nasce con la bandiera della ripubblicizzazione»: è questa l' opinione del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Prc), che oggi, al termine dell' assemblea dei soci dell' Aqp durante la quale è stato approvato il bilancio d' esercizio 2004 (+16,596 milioni di euro), parlando con i giornalisti si è definito «un nemico della privatizzazione».
«In questo momento - ha detto Vendola sull' argomento - non c'è da fare nessuna guerra di religione: è cambiata la stagione politica generale, non solo in Italia ma anche nel mondo. E' finita la ubriacatura ideologica per le privatizzazioni; ci sono cose che è giusto privatizzare, ci sono cose che alludono a diritti fondamentali delle persone che noi non consideriamo giusto privatizzare. L' acqua e l' Acquedotto pugliese sono un bene comune». «Noi vogliamo che siano aziende - ha proseguito riferendosi sempre all' Aqp - capaci di produrre grandi economie ma aziende che difendono il carattere pubblico e proteggono il diritto di tutti all' acqua. «Il mio Acquedotto Pugliese - ha quindi spiegato - nasce con la bandiera della ripubblicizzazione. Parlo del progetto politico della ripublicizzazione, perchè la missione dell' amministratore delegato era quella di privatizzarlo, secondo quello che era stata la missione affidata, sì anche secondo la legge». E a questo proposito, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha aggiunto: «Prenderemo contatti con il governo. Cominceremo producendo atti che indicheranno al governo non la necessità di aprire un conflitto ma il bisogno di discutere come risistemare, anche dal punto di vista normativo questa faccenda, sapendo che il proprietario dell' Acquedotto pugliese, cioè la Regione Puglia, ha interesse ad un rilancio in termini non di vendita ma di pubblicizzazione».

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