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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:43

Vendola: «Vogliamo ricostruire la Puglia»

Il presidente della Regione presenta i programmi. «Una nuova visione di speranza per tutti». Polemica con Fitto al quale viene tolto il microfono
BARI - «Io mi dichiaro l'ultimo di una squadra e voglio imparare, da tutti, con spirito di lealtà»: è così che il neopresidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Prc), intende affrontare questa legislatura. Lo ha detto oggi nell'aula del consiglio regionale della Puglia durante la sua replica al dibattito che si è tenuto sulle sue dichiarazioni programmatiche, lette nella seduta della scorsa settimana.
La replica è avvenuta in assenza dell'intera coalizione di opposizione di centrodestra: tutti i consiglieri della Cdl poco prima dell' intervento di Vendola avevano infatti abbandonato l'aula per seguire il loro «capo», il presidente uscente della Regione, Raffaele Fitto, il quale aveva così voluto protestare contro il presidente dell'assemblea, Pietro Pepe (Margerita), «reo» di non avergli concesso per l'intervento qualche minuto in più dei 15 stabiliti e che per questo motivo gli aveva tolto il microfono.

E così, mentre da pochi minuti era terminata nella saletta attigua a quella del consiglio la conferenza stampa convocata d'urgenza da Fitto e dai capigruppo della minoranza, Vendola ha voluto rivolgere ancora una volta un invito già fatto nei giorni scorsi: «eleviamo il tono». «Facciamoci le critiche aspre, ma tutti - ha detto Vendola - dobbiamo essere consapevoli del fatto che la politica non è una proprietà mia o di Fitto, la politica è di tutti». Una conclusione, questa, accolta con un lungo applauso.
«L'idea che offrire una visione dello sviluppo della Puglia sia fare poesia o fare retorica - ha poi detto Vendola parlando con i giornalisti - è un po' l'indice di come era decaduta la politica in questa Regione. Stiamo cercando di rimettere la Puglia al centro del dibattito politico nazionale, di rimetterla nel cuore del Mediterraneo, lo facciamo concretamente, colloquiando con i Paesi del Nord-Africa, colloquiando con i nostri partner balcanici, colloquiando con le altre Regioni del sud e poi le cose concrete: domani - ha annunciato - daremo una svolta all'Aquedotto pugliese, presenteremo una nuova cabina di regia, parleremo di una grande azienda e della sua missione, di ciò che era e di ciò che rischia di non essere più». «Domani - ha poi reso noto Vendola - daremo una svolta agli Iacp: sono un'altra cosa concreta, vero? Abbiamo deciso di spartire? No, abbiamo deciso di convocare ruoli istituzionali e abbiamo chiesto di il commissariamento».
E sempre domani «firmeremo tutti i Piani integrati territoriali (Pit) che avevano messo a rischio per il rallentamento che si è registrato nell'interregno prima che io prendessi possesso dei miei poteri».

«Abbiamo fatto - ha aggiunto Vendola - un ragionamento sulla Puglia, abbiamo detto che c'è molta più povertà, che c'è un pezzo del ceto medio che comincia ad avere paura della povertà e che ci sono i giovani che sono disperati per una ragione: perchè non c'è più il lavoro come una risorsa per il futuro, c'è soltanto precarizzazione del mercato del lavoro». «Abbiamo detto - ha continuato il presidente della Regione - che lo sviluppo lo possiamo costruire investendo sulla innovazione, sulla formazione, su nuove politiche che possano portare piccole imprese a diventare grandi soggetti». «Abbiamo detto - ha sottolineato ancora Vendola - che vogliamo cambiare la macchina regionale perchè è intasata da fatti opachi, intasata da fenomeni di penalizzazione delle professionalità, si veniva promossi spesso soltanto per 'fedeltà, noi vogliamo che la macchina della pubblica amministrazione sia autonoma dalla politica, che le persone possano fare carriera per merito non perchè sono parenti o amici del politico di turno».
«Stiamo cercando di ricostruire in Puglia - ha tenuto a sottolineare Vendola nel suo intervento in aula - segnali di speranza. Questa Puglia ha bisogno di crederci».

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