Domenica 22 Luglio 2018 | 22:02

Puglia - Truffa per forniture di gasolio

Nell'inchiesta sono coinvolte 16 persone, tra cui pubblici funzionari. Veniva erogata la metà del quantitativo pagato con la complicità di imprenditore e amministratori
BARI - Una articolata frode nella fornitura di gasolio per riscaldamento a strutture pubbliche tra cui le Poste italiane e le Ferrovie dello Stato di varie regioni d'Italia è stata scoperta da finanzieri del nucleo regionale di polizia tributaria della Puglia. Nell'inchiesta sono coinvolte 16 persone, tra cui pubblici funzionari, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla frode in pubbliche forniture e concorso esterno in frode.
L'indagine, diretta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari Roberto Rossi, è durata diversi mesi e ha portato a perquisizioni e sequestri in varie regioni, quali Abruzzo, Lazio e Campania. Secondo quanto accertato, la frode veniva realizzata da una ditta vincitrice di vari appalti per la fornitura di gasolio da riscaldamento ad amministrazioni ed enti pubblici di diverse regioni tra cui la Toscana e la Puglia. Grazie a un articolato sistema di manomissioni elettromeccaniche ai sistemi di misurazione, l'azienda era in grado di erogare un quantitativo di carburante inferiore a quanto risultava con differenze sino al 50% dell'ammontare del fatturato.

Secondo gli investigatori, in alcuni casi alla truffa collaboravano anche funzionari pubblici che ricevevano in cambio buoni benzina. I quantitativi di carburante sottratti venivano poi rivenduti in nero a clienti di fiducia. I militari hanno sequestrato complessivamente 160 tonnellate tra gasolio da riscaldamento, autotrazione, biodisel e kerosene, sette autobotti sulle quali sono in corso accertamenti per verificare eventuali manomissioni dell'apparato erogatore. Secondo l'accusa, l'azienda utilizzava due sistemi per realizzare la frode. In primo luogo ogni autobotte aveva una doppia documentazione di accompagnamento con uguale numero identificativo: una regolare da esibire in caso di controlli e l'altra per un quantitativo pari ad un decimo di quello reale da consegnare al cliente che avrebbe probabilmente pagato gli altri nove decimi in nero. Inoltre, in un deposito della ditta era stata accertata una modifica strutturale del pozzetto per le misurazioni del prodotto in giacenza che, in caso di controlli, consentiva di impostare valori differenti da quelli reali.

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