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Sabato 23 Settembre 2017 | 11:25

Trani - Slitta il «processo D'Antona»

A causa della mancata traduzione dal carcere di Roma al supercarcere pugliese del detenuto Franco Galloni. Il processo vede imputati 15 presunti esponenti delle BR, accusati di apologia di reato e istigazione per delinquere, per aver rivendicato l'omicidio di Massimo D'Antona
TRANI (BARI) - Per la mancata traduzione dal carcere di Roma al supercarcere di Trani (Bari), dove si celebra il dibattimento, del detenuto Franco Galloni, è stata aggiornata alle ore 15 la discussione del processo a 15 presunti esponenti delle Brigate rosse, accusati di apologia di reato e istigazione per delinquere, per aver rivendicato l'omicidio di Massimo D'Antona, ucciso a Roma il 20 maggio del 1999.
Lo ha deciso il giudice monocratico del Tribunale di Bari Francesco Messina dopo aver sottolineato in aula che l'ufficio del giudice «con attenzione e scrupolo, con due missive, aveva chiesto per tempo la traduzione da Roma a Trani del detenuto e che la stessa traduzione non è stata effettuata». L'orario di inizio dell'udienza - nella quale sono previste la requisitoria, le arringhe dei due difensori e, quasi certamente, la sentenza è stato definito dallo stesso giudice «tendenziale».
I 15 imputati sono presunti esponenti e aderenti alle «Brigate rosse per la costituzione del partito comunista combattente»: alcuni sono attualmente detenuti (Maria Cappello, Tiziana Cherubini, Francesco Donati, Antonino Fosso, Franco Galloni, Franco Grilli, Rossella Lupo, Michele Mazzei, Fabio Ravalli, Vincenza Vaccaro); i cinque imputati che sono in stato di libertà sono Giuseppe Armante, Enzo Grilli, Franco La Maesta, Flavio Lori e Fausto Marini.
Un sedicesimo imputato è invece detenuto da qualche settimana a Parigi, dove è stato arrestato per essersi sottratto, proprio in Francia, all'obbligo di presentazione negli uffici di pubblica sicurezza: è Giuseppe Maj, ex direttore del periodico campano «Il Bollettino dell'Associazione solidarietà proletaria», sul quale fu pubblicato il documento di rivendicazione dell'omicidio D'Antona a distanza di sei mesi da quando fu letto in un'aula dell'ex Pretura di Trani da Fausto Marini nel corso di un processo a suo carico per oltraggio ad agenti di polizia.

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