Cerca

Mercoledì 20 Settembre 2017 | 16:50

«I miei prodotti finanziari erano perfetti»

Rossana Venneri, madrina della cosiddetta finanza innovativa, davanti al pm ha difeso le sue «creature», ha detto che erano prodotti finanziari perfetti per chi era avvezzo al rischio, e che non è responsabile della commercializzazione di Banca 121
TRANI - Due ore e mezza d'interrogatorio per difendersi dalle accuse sostenute dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Pubblico Ministero Antonio Savasta con l'avviso di conclusione delle indagini.
Assistita dall'avv. Giulia Buongiorno, oggi pomeriggio, Rossana Venneri, la madrina della cosiddetta finanza innovativa, ha negato di esser la responsabile delle sfortune economiche dei clienti dell'ex Banca 121, sottoscrittori dei prodotti di sua ideazione: Btp On Line, Btp Tel, Btp-Index, Btp Option, Bot Strike 2001, Bot Equity 2001, Bot Riverse, My Way e 4 You.
La Venneri ha difeso la bontà delle sue "creature", destinate a clienti avvezzi al rischio e non già a chi confidava in operazioni a capitale garantito.
Per la difesa, dunque, era questo il suo compito in favore dell'ex istituto salentino e non anche la gestione del collocamento ai clienti avvenuto coi consueti canali di filiali e promotori finanziari.
Insomma, secondo la difesa, non possono imputarsi alla Venneri i presunti raggiri esercitati a migliaia di risparmiatori per giungere alla sottoscrizione dei contratti, dotando l'istituto di liquidità e consistenza.
Per suffragare la tesi sono stati prodotti cartelloni pubblicitari, che sarebbero stati esposti nelle filiali 121 poi acquisite dal Monte dei Paschi di Siena, da cui si evincerebbe a chiare lettere la rischiosità dei contratti, ritenuti dalla Venneri comunque validi per quel tipo d'investimenti.
La Venneri ha anche affermato d'esser uscita dall'istituto salentino ancor prima dei fatti per cui la indaga la Procura di Trani, che nei prossimi giorni deciderà se e per chi dei 38 indagati formulare richiesta di rinvio a giudizio.
A scrollarsi ogni addebito anche l'ex direttore generale Vincenzo De Bustis che, in una memoria difensiva a firma degli avvocati Pasquale Corleto e Domenico Di Terlizzi, ha escluso qualsiasi ingerenza sia nella fase ideativa che nel commercializzazione dei prodotti finanziari, sostenendo, peraltro, l'istituzione di uffici cui erano state delegate apposite funzioni di controllo a beneficio della clientela.
Molti i colletti bianchi dell'ex istituto leccese indagati assieme a dipendenti e promotori finanziari che hanno piazzato migliaia di contratti negli 11 comuni del circondario della procura tranese.
Dagli ex piani alti di 121, nei giorni scorsi multati dalla Consob, si registra, dunque, una presa di distanza dai raggiri denunciati per il collocamento dei prodotti. Resta da chiedersi, però, se la colpa, sia, paradossalmente, solo di promotori e sportellisti di 121.
Antonello Norscia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione