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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:44

«Meglio il carcere dei "domiciliari"»

Un giovane tarantino, da due mesi agli arresti in casa per motivi di droga, non tollera più i litigi coi genitori, va in questura e chiede d'andare in galera
TARANTO - Da due mesi è agli arresti domiciliari per motivi di droga, ma i litigi con i genitori sono talmente frequenti che oggi ha preso una decisione drastica quanto singolare: si è presentato in questura ed ha chiesto di essere accompagnato in carcere. «Non ne posso più», avrebbe detto agli agenti, rimasti un po' increduli dinanzi ad una richiesta del genere.
Protagonista della vicenda è un giovane tarantino di 19 anni che nell'aprile scorso era stato arrestato dai "falchi" della questura mentre si trovava nella città vecchia ed era in possesso di numerose dosi di cocaina ed eroina. Trascorsi alcuni giorni in carcere, il giovane aveva poi ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari.
Ma in casa, secondo quanto ha raccontato il giovane stesso ai poliziotti, la convivenza con i genitori sarebbe molto difficile. Litigi continui hanno indotto il diciannovenne a violare la misura restrittiva degli arresti domiciliari e a recarsi in questura per chiedere di essere trasferito in carcere.
Poco dopo sono giunti in questura anche i genitori del giovane, che inutilmente hanno cercato di convincere il loro figlio a recedere dalla sua decisione. D'altro canto, recandosi in questura, il giovane aveva violato la prescrizione del giudice e quindi andava arrestato. Perciò è stato condotto nel carcere di Taranto.

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