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Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:48

Autorità portuale di Taranto - Il Tar «boccia» Caramia

La Sezione di Lecce del Tribunale Amministrativo Regionale, ieri mattina, ha accolto la richiesta di sospensiva della nomina dell'imprenditore Antonio Caramia a presidente dell'Autorità portuale di Taranto
TARANTO - La Sezione di Lecce del Tribunale Amministrativo Regionale, ieri mattina, ha accolto la richiesta di sospensiva della nomina dell'imprenditore Antonio Caramia a presidente dell'Autorità portuale di Taranto.
Caramia, presidente uscente dell'Assindustria ionica, si era insediato a capo dell'Autority di Taranto nei primi giorni dello scorso maggio in seguito al decreto di nomina sottoscritto dal ministro delle Infrastrutture e i Trasporti, Pietro Lunardi.
La richiesta di sospensiva che, di fatto, ha decapitato il governo portuale ionico, è stata accolta dal Tar pugliese in seguito alla richiesta avanzata dalla presidenza regionale della Raccomar (associazione dei Raccomandatari marittimi pugliesi), che si era opposta a quella nomina per violazione della legge 84 del 1994 istitutiva delle Autorità portuali. Essa, infatti, prevede che il presidente debba essere scelto tra una terna di esperti nel settore con comprovata qualificazione professionale.
Caramia, invece, era stato indicato a Lunardi come unico candidato dal Comune, Provincia e Camera di Commercio di Taranto.
La conseguenza del provvedimento della giustizia amministrativa, essendo esso immediatamente esecutivo, è quella che si dovrà ripercorrere l'intero iter sin dall'inizio per ridare gli organi legittimi all'Autorità portuale
Si dovrà, cioè, richiedere la terna di esperti agli Enti ionici, che hanno potere d'indicazione, e chiedere successivamente il parere al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
L'intero carteggio, infine, dovrà essere sottoposto al parere decisionale di Lunardi per emettere un nuovo decreto di nomina.
La procedura, prevista in tempi non rapidi, ha privato già da ieri l'Autority di ogni guida e, ciò, induce a ritenere che possa essere nominato immediatamente un commissario, che si ritiene possa essere un dirigente dello stesso ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Sin dopo la lettura del decreto a Lecce, è stato comunicato il rinvio della riunione del Comitato portuale, già convocato per oggi, che avrebbe dovuto procedere alla nomina del nuovo segretario generale, identificato nell'avvocato genovese Alberto Massimo Rossi.
A colpo di scena di ieri, non completamente inatteso, non ha mostrato sorpresa Aldo Pugliese, segretario regionale della Uil. «Gli Enti locali tarantini ed il ministro Lunardi - ha commentato Pugliese - sapevano bene che Caramia era incompatibile con la carica ricoperta. Non si può, comunque, essere contenti di questa sentenza in quanto da un lato è un ulteriore colpo di sfiducia agli Enti locali di Taranto e dall'altro fa registrare un vuoto di potere nella gestione del porto. E' da augurarsi che per il futuro Comune, Provincia, e C.d.C. indichino personalità all'altezza del compito, considerando le caratteristiche del terminal di Taranto. Sono, inoltre, sorpreso che la Regione Puglia non abbia presentato anch'essa ricorso al Tar. Nonostante le applaudite dichiarazioni programmatiche del presidente Vendola, la Regione Puglia non ha inteso entrare nel merito di questa nomina».
Lo stop a Caramia è stato commentato anche dall'onorevole tarantino, Massimo Ostillio dell'Udeur. «Il centrosinistra - ha rilevato Ostillio - avrebbe potuto evitare di fare questa brutta figura». Il neo assessore regionale al Turismo, infatti, non condivise, in qualità di assessore provinciale, la scelta fatta dal suo presidente Gianni Florido.
«Il Tar di Lecce - ha affermato il parlamentare ionico - ci ha fatto capire come su questa nomina, decretata con i segni distintivi di "irregolare"- ci sia stato consociativismo».
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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