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Martedì 26 Settembre 2017 | 04:08

«"No" a lavoro nero e precarizzazione»

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è intervenuto - a Bari - alla presentazione delle proposte della Cgil per un piano di legislatura contro il sommerso. «L'opinione mia è capovolta rispetto a quella del presidente del Consiglio che considera il lavoro nero una risorsa», ha detto
BARI - «Per noi il lavoro nero non è soltanto il sintomo della illegalità ma la cartina di tornasole di cosa significhi la precarizzazione dei diritti del lavoro. L'opinione mia è capovolta rispetto a quella allegra, disinvolta e irresponsabile del presidente del Consiglio che considera il lavoro nero e sommerso una risorsa». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenuto stamane a Bari alla presentazione delle proposte della Cgil per un piano di legislatura contro il lavoro nero.
Secondo Vendola quello del presidente del Consiglio «è il discorso della disperazione di chi ha sempre "occhieggiato" alle forme di illegalità». «Per noi legalità -ha aggiunto Vendola- significa un profilo chiaro dei diritti del lavoro. E questo è anche l'unico modo per vincere le sfide della competizione e della globalizzazione». Vendola si è soffermato poi sulla recente intesa con le forze sociali della regione sullo sviluppo. «Abbiamo la fortuna di avere -ha spiegato- una piattaforma tra Cgil, Cisl, Uil, Federindustria e Confindustria che è un documento straordinariamente utile e importante perchè assume un'analisi dei problemi della competizione internazionale che fa piazza pulita della tentazione di giocare tutto sul piano della compressione del costo del lavoro e dello smaltimento delle tutele sociali e sindacali dei lavoratori».
«E' avvenuto -ha continuato Vendola- che il mondo delle forze sociali e di quelle datoriali pone il problema della qualità del sistema di impresa, della qualità dei prodotti e quindi dell'investimento su innovazione, ricerca e formazione. E' una cornice politica e culturale -ha concluso- in cui la mia Giunta regionale può inserirsi organicamente per costruire tavoli della contrattazione che abbiano al centro non solo il rilancio dello sviluppo ma anche la ricostruzione del lavoro come sistema di diritti e di cittadinanza».

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