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Martedì 26 Settembre 2017 | 04:08

Barletta, condanne per l'omicidio Fiorella

Diciotto anni di reclusione per Giovanni Lombardi e quattordici anni per Michele Giannella col beneficio dello "sconto" previsto dal rito abbreviato
TRANI - Diciotto anni di reclusione per Giovanni Lombardi e quattordici anni per Michele Giannella col beneficio dello "sconto" previsto dal rito abbreviato.
Queste le condanne comminate, stamattina, dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Trani, Giulia Pavese, per l'omicidio di Michele Fiorella, il 65enne titolare del "Supermercato Roma" di Barletta ucciso il 20 agosto al culmine di una rapina sfociata in tragedia.
Nella requisitoria del primo aprile il pubblico ministero Luigi Scimè aveva chiesto la condanna a 20 anni di reclusione per il 30enne Lombardi, accusato dell'assassinio, e 18 anni per il 27enne complice "palo" Giannella, entrambi tossicodipendenti di Trinitapoli.
Nel processo si sono costituiti parte civile la moglie, i figli, i fratelli e le sorelle della vittima, assistiti dagli avvocati Carmine e Donato di Paola, che vedranno liquidato il rispettivo risarcimento in separata sede.
Nell'arringa difensiva del 12 maggio, l'avvocato Fiorentino, legale di Giannella sostenne l'assoluta estraneità del suo assistito. Questi non avrebbe conosciuto le intenzioni di Lombardi, che, sceso dalla sua Fiat Uno, non gli avrebbe detto l'effettivo motivo della sosta. "Il palo" riferì di aver, semmai, supposto "solo" uno scippo.
Giannella fu accusato dell'ipotesi contemplata dall'articolo 116 del codice penale, secondo cui "qualora il reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti, anche questi ne risponde, se l'evento è conseguenza della sua azione od omissione".
Dal canto suo, Lombardi, una volta arrestato, ammise la paternità della drammatica rapina, sostenendo però di non aver voluto la morte di Fiorella: tesi ribadita dal difensore Torelli.
Il fatale fendente al cuore sarebbe partito a seguito di una colluttazione col commerciante, corso alla cassa nel disperato tentativo di difendere la figlia Arcangela minacciata da un coltello puntatole alla gola.
L'autopsia accertò che la morte fu causata da "uno shock emorragico per lesioni al cuore, al polmone ed all'arteria polmonare. E' possibile ammettere - concluse il medico legale - che l'aggressore impugnando il coltello come normalmente si afferrano i pugnali, in modo da far sporgere la lama dalla parte del mignolo, sferrò il colpo letale al Fiorella posto in posizione eretta nella fase di approccio all'aggressore".
Il Pubblico ministero ritenne le conclusioni del medico legale fossero compatibili con la versione resa dall'assassino al momento dell'arresto e contestò a Lombardi l'accusa di omicidio volontario, escludendo, però, la premeditazione.
Stando a quanto ricostruito dalle indagini e dichiarato dagli stessi imputati, la mattina del 20 Agosto Lombardi fu contattato da Giannella per andare insieme ad Andria ad acquistare droga. Secondo gli accordi, Giannella avrebbe messo a disposizione l'auto e Lombardi il denaro per acquistare gli stupefacenti.
Subito dopo la partenza da Trinitapoli, Lombardi avrebbe invitato Giannella a fare prima un puntatina a Barletta, poi rivelatasi drammatica.
A poche ore dalla fuga, Giannella fu bloccato nei pressi della sua abitazione. All'indomani fu la volta di Lombardi, le cui generalità emersero proprio dal successivo racconto del "palo".
A sua volta Giannella era stato identificato grazie alla segnalazione della targa dell'auto fornita da un testimone che vide la Fiat Uno allontanarsi velocemente dal supermarket.
Senza quella segnalazione, forse, il delitto sarebbe rimasto impunito.
Antonello Norscia

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