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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:16

Sommergibili nel porto di Taranto

La Nato sta portando avanti fino al 30 giugno un'esercitazione per testate i più moderni sistemi di salvataggio. L'operazione è il Sorbet Royal
TARANTO - La tragedia del sommergibile russo «Kursk», avvenuta nel 2000 nel Mar del Nord, ha portato la Nato ad avviare uno studio per l'attuazione dei migliori sistemi e tecnologie di sicurezza, compatibili tra i sottomarini dei vari paesi aderenti.
Per testarli sul campo e nelle profondità marine, dal 17 al 30 giugno si tiene nel Golfo di taranto un'esercitazione congiunta tra unità subacquee di diverse marinerie. La simulazione è stata denominata «Sorbet Royal» e rappresenta la più possente esercitazione mondiale di salvataggio di sommergibili in difficoltà mai realizzata nel Mediterraneo.

La Marina Militare italiana ha valutato le acque della città dei due mari, come le più idonee e le ha trasformate come base di riferimento dell'intera operazione.
L'evento addestrativo, che sarà organizzato dalla Nato con periodicità triennale, vedrà quindi le acque dello Ionio protagonista degli interventi di salvataggio simulato per via dei suoi fondali sabbiosi e profondi e, soprattutto, per la migliore capacità della nuova stazione navale ad ospitare i navigli e uomini delle diverse Marine partecipanti.

Al Sorbet Royal, che prevede le operazioni di ricerca e soccorso dei sottomarini, prenderanno parte con mezzi e uomini le forze d'Italia, Olanda, Spagna e Turchia. Queste Marine saranno sostenute da quelle degli Stati Uniti, Israele, Francia ed Inghilterra col loro coinvolgimento di mezzi per partecipare alle operazioni di soccorso, oltre quelli dell'Ucraina e Russia che parteciperanno per la prima volta, dopo la caduta del muro di Berlino, ad operazione in stretto raccordo con le forze occidentali.
L'obiettivo finale delle quattro settimane di esercitazione è, particolarmente, quello di perfezionare i sistemi di soccorso compatibili tra i sommergibili dei vari paesi. E' convinzione degli esperti, infatti, che se il Kursk avesse potuto dotarsene o utilizzarli si sarebbe evitato, probabilmente, la morte nelle profondità marine di decine e decine di uomini.

Sino alla conclusione dell'esercitazione, i mezzi navali, esclusivamente a propulsione convenzionale che esclude quella nucleare, verificheranno, perciò, ogni migliore soluzione per dotarsi di un sistema e codice comuni per il recupero degli equipaggi dei sommergibili.
L'esercitazione prevede che, a turno, il sommergibile italiano «Longobardo», l'olandese «Dolfijn», lo spagnolo «Siroco» ed il turco «Preveze» si adageranno, equipaggiati con 52 uomini ciascuno, sui fondali per simulare un'avaria.
Nel corso dell'esercitazione, inoltre, saranno simulati circa ottanta variabili di rischio, le cui necessità di soccorso prevedono anche quelli di carattere sanitario. Il Sorbet Royal, prevede, infatti, anche la simulazione di incidenti con superstiti che devono essere recuperati.

La Nato considera di assoluta importanza l'esercitazione di Taranto poiché, testando le più avanzate tecnologie e l'ottimo grado di preparazione degli equipaggi, intende arrestare un trend negativo in crescita sul fronte degli incidenti di varia entità.
Secondo le stime fornite dall'Alleanza Atlantica, infatti, nell'ultimo decennio se ne sono contati otto con perdite di vite umane, mentre in 120 anni di storia sommergibilista 170 battelli sono stati coinvolti in incidenti di varia entità.

Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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