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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:38

Corato - Violentata da connazionale albanese

Con l'accusa di violenza sessuale, il tribunale tranese ha condannato Gezim Noreci a cinque anni di reclusione. La ragazza e l'uomo avevano comuni amici. Condannato anche a pagare 5.000 euro di risarcimento
CORATO - Lo considerava un amico di famiglia ma ben presto divenne il suo stupratore.
Entrambi albanesi, le cui strade s'incrociarono in una drammatico pomeriggio del novembre 2002.
Lei una graziosa da qualche anno ad Altamura e con un regolare lavoro a Corato.
Lui, Gezim Noreci, all'epoca dei fatti alle dipendenze di un agriturismo con un ordinario permesso di soggiorno.
Il Tribunale di Trani l'ha riconosciuto colpevole della violenza sessuale consumata sull'allora ventenne connazionale, stuprata in una campagna di Corato lontano da occhi e orecchie indiscrete.
Tanto che nessuno poté sentire le urla della ragazza prima che l'uomo le tappasse la bocca.
Un rapporto sessuale completo consumato nell'autovettura dell'uomo appartata «sotto degli alberi alti» - come denunciò la giovane. Le particolari attenzioni erano iniziate poco prima, durante il tragitto in macchina.

I due conoscevano una persona in comune, molto vicina alla famiglia della vittima. Di qui la fiducia riposta dalla ragazza nel suo connazionale.
Quel pomeriggio la giovane accettò di essere accompagnata all'ospedale di Corato per ritirare l'esito di alcuni esami clinici della madre. Poi qualche altra incombenza in giro per la città per sbrigare alcune faccende dell'uomo, che poi sulla via del ritorno iniziò ad abusare della giovane.
Carezze, palpeggiamenti, baci, culminati, una volta fermata l'auto, in un rapporto sessuale vero e proprio nonostante la giovane si dimenasse nel vano tentativo di sfuggire ai desideri sessuali di Noreci. Questi riuscì a spogliarla e ad abusare completamente di lei.
Subito dopo la riaccompagnò sul luogo di lavoro sincerandosi che la violenza non le avesse lasciato segni evidenti. Le disse anche che, se la ventenne avesse voluto, la storia sarebbe potuta continuare. Ma la ragazza, ancora traumatizzata, non osò contraddirlo. Pochi minuti dopo però denunciò l'accaduto.
Poi il processo e la sentenza di primo grado, le cui motivazioni saranno depositate nei prossimi mesi. Con l'accusa di violenza sessuale, il tribunale tranese ha condannato Gezim Noreci a cinque anni di reclusione, interdicendolo perpetuamente da qualsiasi ufficio attinente la tutela e la curatela. Comminata anche una provvisionale di cinquemila euro in favore della giovane vittima costituitasi parte civile con gli avvocati Leonardo De Cesare e Luigi Vescia.

Antonello Norscia

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