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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:23

Spinazzola - Mala sanità: condannato medico

Aveva rifiutato il ricovero di una donna ad un collega che ne faceva richiesta: «A quest'ora una colica biliare, a quest'ora!!! Voi di Minervino la dovete smettere di mandare queste cazzate»
TRANI - Quattro mesi di reclusione, col beneficio della sospensione, per l'accusa di rifiuto d'atti d'ufficio.
Questa la pena inflitta al dottor Lionello Dittoni, 52enne d'origine leccese, quale medico chirurgo in servizio al pronto soccorso di Spinazzola il 27 aprile 2002.
Secondo l'accusa mossagli, quel giorno (o meglio quella notte, vista l'ora) il medico fu contattato telefonicamente da un collega del pronto soccorso di Minervino Murge per verificare la disponibilità di un posto letto al reparto di chirurgia, onde consentire l'urente ricovero di una donna affetta da una grave colica biliare.
Secondo l'accusa, Dittoni rifiutò il ricovero, rispondendo con tono scocciato al collega minervinese che era all'altro capo dell'apparecchio telefonico. «A quest'ora una colica biliare, a quest'ora!!! Voi di Minervino la dovete smettere di mandare queste cazzate». Questa la risposta che gli avrebbe fornito Dittoni, interrompendo peraltro la telefonata bruscamente.
Secondo quanto ricostruito a seguito della denuncia, la donna minervinese giunse al pronto soccorso della sua città 45 minuti dopo la mezzanotte, perchè a nulla era valsa una fiala somministrata dalla guardia medica di Minervino, intorno alle 22, per lenire i dolori addominali.
Diagnosticata la colica, il medico del pronto soccorso di Minervino contattò il collega di Spinazzola sulla base dell'«accordo che i pazienti da chirurgia si dovevano mandare all'ospedale di Spinazzola», in quanto il nosocomio minervinese non era dotato del relativo reparto.
Il medico di Minervino si sentì chiudere il telefono in faccia e subito dopo si premunì di predisporre il trasporto della signora in autoambulanza, col figlio della donna che, però, a quel puntò, preferì raggiungere il più distante nosocomio di Canosa con la propria auto.
Giunti qui, il medico di turno, allertato dallo stesso collega di Minervino, era ad attendere la donna con due infermieri all'ingresso del pronto soccorso per somministrare le prime cure del caso, che ben presto diedero effetti confortanti.
L'accaduto fu subito denunciato ai Carabinieri di Minervino dal figlio della donna. Fu sporta querela nei confronti del medico di Spinazzola che «aveva rifiutato il ricovero della donna senza dare giustificato motivo».
Antonello Norscia

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