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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:11

17enne ucciso a Lecce - «E' bullismo»

Per gli investigatori l'omicidio di Fabrizio Normanno è sfociato dalla più banale rivalità tra ragazzi. Dopo soltanto 12 ore è stato fermato un 18enne
LECCE - Dimostrare che si è più forti e non perdere nessuna occasione buona per dimostrarlo. Sembra essere il bullismo, secondo le prime risultanze investigative, la causa dell'omicidio del 17enne, Fabrizio Normanno, avvenuto la notte scorsa a Taurisano, piccolo centro in provincia di Lecce. Tutto è nato da una lite avvenuta in piazza Giotto durante la serata tra Pasquale Stifani, non ancora 19enne con piccoli precedenti per reati contro il patrimonio e ingiurie, e i tre fratelli Normanno, rispettivamente di 19, 17 e 15 anni. Questi ultimi, intorno all'una mentre rientravano a casa, in via Caduti di Cefalonia, sono caduti nell'agguato di uno sconosciuto.
Approfittando del buio il killer ha fatto fuoco contro due di loro, i più piccoli, che stavano aprendo il garage per consentire al maggiore di parcheggiare la loro Peugeot. Il 17enne Fabrizio, è stato colpito da più colpi d'arma da fuoco di una "Sig Suer" calibro 7,65, mentre il 15enne, gravemente ferito, è riuscito a rientrare in casa.
Lo sconosciuto, a questo punto, si è diretto verso il terzo fratello che dall'automobile aveva osservato la scena agghiacciante ma il killer aveva finito i colpi nel caricatore.
INTRACCIATO PRESUNTO KILLER IN SOLE 12 ORE
A quel punto è iniziata una colluttazione nel corso della quale la pistola è caduta. Più tardi è stata recuperata dalla Polizia. Aveva la la matricola abrasa ed era detenuta illegalmente. Lo sconosciuto è infine riucito a fuggire. Fabrizio Normanno non ce l'ha fatta ed è morto appena giunto all'Ospedale di Casarano mentre il fratello 15enne veniva ricoverato in prognosi riservata a Tricase.
I poliziotti hanno subito iniziato le indagini e in base alle descrizioni fatte dal sopravvissuto (capelli biondi e lunghi a caschetto, scarpe da ginnastica, abiti neri) sono riusciti a risalire all'identità di Pasquale Stifani, si sono recati presso la sua abitazione e quelle di alcuni familiari non trovandolo.
Segno che si era dato alla fuga. Grazie ai pedinamenti nei confronti di alcuni familiari in sole 12 ore, intorno alle 13.30, gli agenti sono riusciti a trovarlo sulla strada tra Taurisano e Ugento.
PRESUNTO KILLER NON HA OPPOSTO RESISTENZA
Aveva un appuntamento con uno zio paterno che forse voleva consigliargli di costituirsi. Stifani non ha opposto resistenza ed è scoppiato in un pianto disperato quando è stato fermato dai poliziotti che non hanno faticato per catturarlo. Forse cominciava a rendersi conto della gravità del suo gesto. Già nel viaggio verso il Commissariato sono cominciate le prime ammissioni.
Il padre di Stifani, Lucio fu trovato carbonizzato nel 1993 a Taurisano e la sua morte fu attribuita alla malavita. Tuttavia il questore Giorgio Manari chiarisce subito che «non si tratta assolutamente di un caso di criminalità organizzata ma di un episodio molto grave di rivalità e di contenzioso sulla primazia del territorio, legato non a questioni criminali ma a puro bullismo».
«Se da una parte è un fatto positivo che non c'entrino nulla le organizzazioni malavitose - continua - dall'altra lascia un grosso rammarico pensare che nonostante tutti i progetti nelle scuole per la legalità, la non violenza possano accadere fatti come questi».
LA SERA PRIMA UN ALTERCO, STIFANI NON HA ANCORA CHIARITO COME SI ERA PROCURATO ARMA
Sembra che Stifani si sentisse il "gallo" della piazza. In un centro piccolo come Taurisano poi si conoscono tutti. E' inevitabile conoscersi, scontrarsi. Alle volte basta uno sguardo per scatenare la violenza. I tre si erano frequentati davanti a un bar della villa comunale.
«Forse i tre fratelli - dicono gli inquirenti - non si sono piegati alla prepotenza dell'altro. Ne è nato uno scontro verbale e poi fisico durante il quale Stifani potrebbe aver avuto la peggio, tanto da scatenare la sua reazione». Stifani si è procurato, non si sa ancora in che modo, l'arma e ha aspettato i tre fratelli nei confronti dei quali ha messo in atto una vendetta spietata.

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