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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:41

Madre Maiorano: portate mio figlio a Lecce

Giovanni Maiorano, l'uomo al quale Angelo Izzo (nella foto) ha ucciso la moglie Maria Carmela e la figlia Valentina, è rinchiuso nel carcere Pagliarelli di Palermo
CAMPOBASSO - «Al carcere Pagliarelli di Palermo mio figlio si trova del tutto solo, nelle condizioni fisiche e psicologiche che facilmente si possono immaginare e lontano da ogni affetto e dal sostegno dei suoi cari e dove noi genitori non possiamo andare a trovarlo a causa sia della distanza da Lecce che delle nostre pessime condizioni di salute. Chiedo pertanto pubblicamente a chi ne ha il potere di disporre il suo trasferimento in un carcere più vicino a Lecce dove noi familiari possiamo andare a trovarlo anche per sostenerlo moralmente in questo momento tragico della sua vita».
E' l'appello lanciato in una lettera aperta da Matilde Cristofalo, la madre di Giovanni Maiorano, l'uomo al quale Angelo Izzo ha ucciso la moglie Maria Carmela e la figlia Valentina, lo scorso 28 aprile a Ferrazzano (Campobasso).
«So che mio figlio ha sbagliato nella sua vita - scrive la donna - e per quegli errori sta duramente e giustamente pagando il suo debito con la società, prego però chiunque leggerà queste righe di considerarlo oggi solo un padre e un marito annientato dal dolore che vive solo per ottenere giustizia per la sua famiglia distrutta».
Matilde Cristofalo, che vive a San Donato di Lecce, si dice molto addolorata per quanto è stato detto sui suoi familiari. «Ho sentito un grandissimo dispiacere per le numerosissime dichiarazioni fatte in questi giorni alla televisione e ai giornali riguardo mia nuora e mia nipote - si legge nella lettera - cose che mi sembrano assurde e incredibili. Ho deciso per questo di rompere il silenzio che mi ero imposta nel rispetto della tragedia che è avvenuta e che ha così duramente colpito la mia famiglia. Maria Carmela era una bravissima ragazza e una persona molto perbene e per me era una vera figlia. Valentina era una bambina dolcissima, precisa, educata e legatissima al padre e a tutti noi. Quando Giovanni venne trasferito a Campobasso Maria Carmela decise di seguirlo per stargli vicino malgrado i disagi affettivi ed economici che ciò le causava e noi, che pure non navighiamo nell'oro, cercavamo di aiutarla a superare come potevamo».
«Maria Carmela - si prosegue nella lettera - sapeva che se fosse rimasta a San Donato di Lecce certamente avrebbe fatto una vita meno difficile di quella che conduceva a Gambatesa, ma era talmente attaccata a Giovanni che aveva preferito accettare una vita di sacrifici pur di potergli stare vicino. In tanti anni di matrimonio non è mai mancata l'armonia fra Maria Carmela e Giovanni che sono rimasti insieme anche nei momenti più duri e che hanno affrontato e superato insieme tutti gli ostacoli che si sono frapposti alla loro unione. Con Maria Carmela e Valentina ci vedevamo ogni volta che era possibile - conclude la donna nella sua lettera - e ci scrivevamo spessissimo mentre invece, malgrado le tantissime dichiarazioni di Angelo Izzo, non c'è stata da parte sua una sola richiesta di scuse e di perdono rivolta a Valentina, Maria Carmela, a Giovanni Maiorano e a tutti i suoi familiari».

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