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Martedì 19 Settembre 2017 | 20:52

E' «guerra» sull'eolico in Puglia

Sindaci furiosi dopo che il nuovo assessore regionale all'Ecologia, Michele Losappio, ha chiesto la sospensione alle autorizzazioni di nuovi impianti
BARI - Moratoria: il termine richiama la guerra fredda ma in realtà si riferisce alla sospensione che il nuovo assessore della Regione Puglia all'Ecologia, Michele Losappio, ha chiesto alcune settimane fa riguardo alle autorizzazioni di nuovi impianti eolici in attesa del Piano energetico regionale. La proposta ha già fatto infuriare molti sindaci, in particolare quelli dei piccoli Comuni del Subappennino dauno, che già hanno sul loro territorio numerosi impianti e vorrebbero incrementarne il numero anche perchè ne beneficierebbero i loro bilanci e si riuscirebbe a contrastare in tal modo lo spopolamento.
Come ha già fatto il presidente Nichi Vendola nei giorni scorsi, l'assessore Losappio precisa la posizione della giunta e fa capire che la moratoria non è proprio dietro l'angolo. «Si sta creando un fenomeno mediatico sproporzionato -dice Losappio - e un allarmismo irragionevole e immotivato di alcune amministrazioni locali. Si fa passare nell'opinione pubblica l'idea che abbiamo bloccato l'eolico. Ciò non è vero. Vogliamo solo discuterne con le parti. Una volta approvata, la moratoria dovrebbe durare per quattro mesi, finchè non sarà pronto quel Piano energetico Regionale che il presidente Vendola ritiene di poter mettere a punto entro gennaio del 2006».
SU FONTI RINNOVABILI DELIBERA GIUNTA PER FERMARE SVILUPPO CAOTICO DEL SETTORE
Intanto sulla questione delle fonti rinnovabili, alla fine di maggio, la giunta regionale della Puglia ha approvato una delibera contenente direttive a tutela del territorio e per garantire allo stesso tempo gli enti locali. Finora, secondo gli amministratori pugliesi «lo sviluppo del settore è avvenuto in modo caotico, senza regole certe e spesso in contrapposizione con le scelte degli enti locali e le istanze delle popolazioni».
La delibera ha fissato anche dei paletti, a garanzia delle ricadute occupazionali nei territori interessati, e approvato, tra l'altro, le prescrizioni tecniche, gli adempimenti degli enti locali, i requisiti soggettivi previsti per i proponenti, nonchè la procedura di autorizzazione. La struttura responsabile dell'istruttoria, degli adempimenti procedurali e dell'adozione del provvedimento finale è il settore Industria ed Energia dell'Assessorato allo Sviluppo Economico.
SINDACI SUBAPPENNINO TEMONO IL CONTENZIOSO
«Uno sviluppo ordinato degli impianti a fonti rinnovabili, correttamente inseriti nel territorio -ha sottolineato il Vicepresidente Sandro Frisullo- può contribuire in modo significativo all'attuazione degli impegni assunti dal protocollo di Kyoto per l'abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra. Inoltre -ha aggiunto- il comparto può offrire notevoli opportunità di lavoro, con utilizzo di competenze di elevato profilo nei settori dell'ingegneria e delle scienze ambientali».
Negli ultimi anni sono aumentate le richieste dei Comuni per gli impianti eolici, in particolare del Subappennino dauno che a detta di molti è la zona geograficamente e meteorologicamente più favorevole.
Il vento, dicono molti esperti, lì c'è. Ma aspirano all'eolico anche alcuni Comuni del Gargano, del Salento e dell'Alta Murgia barese, dove esistono maggiori ostacoli: le prime due perchè sono aree prettamente turistiche, soprattutto le coste; la terza perchè si tratta di un'area protetta.
LEGAMBIENTE NAZIONALE INVITA VENDOLA A RIPENSARCI
La proposta di moratoria ha scatenato i sindaci dei 21 centri del Subappennino, alcuni dei quali governati dal centrosinistra. Temono che si aprano contenziosi con le società private coinvolte nelle iniziative e di perdere fondi necessari alla propria sopravvivenza. «Il futuro è nel parco eolico, il più grande d'Italia», affermano in coro.
Dalle associazioni ambientaliste sono arrivate reazioni diverse.
Legambiente nazionale, con una lettera, ha invitato Vendola a ripensare alla moratoria. «Una decisione -l'ha definita il direttore generale Francesco Ferrante- che avrebbe un impatto negativo sul futuro energetico della Puglia». Occorrono, secondo Legambiente «scelte politiche più coraggiose capaci di invertire tendenze che lascerebbero l'Italia nella morsa del carbone, del petrolio o del nucleare». Nello stesso tempo l'associazione ambientalista ha ribadito la propria disponibilità a collaborare con la Giunta al fine di «impedire la realizzazione di impianti eolici devastanti e invece a favorire la promozione di un eolico di qualità».

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