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Sabato 23 Settembre 2017 | 18:40

Parte da Foggia la «vertenza zucchero»

Mobilitazione nel settore bieticolo-saccarifero contro i tagli ai prezzi al vaglio dell'Ue. Le organizzazioni di categoria organizzano 8 giorni di protesta in tutt'Italia. Il primo appuntamento, nel capoluogo dauno, per martedì 14
FOGGIA - E' mobilitazione nel settore bieticolo-saccarifero contro i tagli della nuova proposta Ocm zucchero del Commissario Europeo all'Agricoltura Marianne Fischer Boel, che sarà presentata ufficialmente alla Commissione Ue il prossimo 22 giugno. In risposta alla riforma comunitaria, associazioni bieticole, società saccarifere e organizzazioni professionali agricole, con il sostegno dei sindacati dei lavoratori, hanno programmato per i prossimi giorni una serie di manifestazioni. L'obiettivo è dire «no» al piano di riforma, nella convinzione che se l'Unione Europea lo approvasse con l'impostazione attuale gli effetti sul futuro del settore sarebbero devastanti, con il rischio più che attuale di causare la scomparsa della bieticoltura e dell'industria saccarifera italiana, con pesanti ricadute negative sull'occupazione diretta e dell'indotto. In questo contesto tutti i rappresentanti della filiera bieticolo-saccarifera si sono dati appuntamento a Foggia per martedì 14 alle ore 10 nel Palazzo dei Congressi della Fiera, invitando a partecipare e sostenere l'iniziativa Parlamentari, Regioni, Province e Comuni.
Quella di Foggia è la prima di otto manifestazioni che si terranno fino al 20 giugno prossimo per poi concludersi in una iniziativa nazionale a Roma a luglio. I punti più contestati della nuova Ocm sono la riduzione del 39% del prezzo dello zucchero nel giro di due campagne e del 42,6 % di quello delle bietole, nonchè un regime di riduzione delle quote comunitarie, che, secondo i produttori, porterebbero al tracollo l'intero sistema nazionale. Come contropartita gli agricoltori avrebbero un aiuto disaccoppiato che compenserebbe solo del 60% il taglio dei prezzi. Per quanto riguarda le industrie che volessero cessare la propria attività la riforma prevede un piano volontario di abbandono; inoltre, rispetto alle condizioni fino ad oggi esistenti, si aggiunge l'impossibilità di esportare le eccedenze verso Paesi extracomunitari, una situazione questa che, tra l'altro, incentiva un sempre maggiore afflusso di zucchero sul mercato italiano proveniente dai Paesi comunitari tradizionalmente esportatori, quali Francia e Germania che prima esportavano fuori Europa. In queste condizioni, sempre secondo i bieicoltori, l'Italia scomparirebbe dal settore come paese produttore, per divenire solo un mercato di sbocco.

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