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Martedì 19 Settembre 2017 | 20:54

«In Puglia farmacisti non applicano decreto-Storace»

Secondo una ricerca sulle farmacie pugliesi condotta dalla Federconsumatori, il decreto «tagliaprezzi» del ministro della salute sul costo dei farmaci è «del tutto disapplicato»
BARI - Secondo una ricerca sulle farmacie pugliesi condotta dalla Federconsumatori, il decreto "tagliaprezzi" del ministro della salute Storace sul costo dei farmaci è «del tutto disapplicato» ed esiste una totale resistenza e ostilità da parte dei farmacisti nei confronti di ogni novità che introduca l'idea stessa della concorrenza, oggi inesistente e affidata a rigidi criteri di divisione del territorio».
L'indagine, che ha riguardato 50 farmacie pugliesi, ha avuto come oggetto in particolare due farmaci notissimi come un collutorio ed un antinfiammatorio.
Per il primo - è detto in una nota - si è verificata solo la percentuale di sconto in caso di acquisto e per il secondo la promozione dell'analogo farmaco generico. I risultati dell'indagine (pubblicati su www.piazzaconsumatori.it alla voce controllo del mercato-indagini sui prezzi), secondo la Federconsumatori «sono sconfortanti e fotografano una totale resistenza e ostilità da parte dei farmacisti nei confronti di ogni novità che introduca l'idea stessa della concorrenza, oggi inesistente e affidata a rigidi criteri di divisione del territorio».
Di fatto - è detto in una nota - lo sconto comunque non esiste e viene dichiarato solo da 3 farmacie su 50 e dunque nella percentuale del 6% di farmacie verificate in tutta la Puglia.
«L'aspetto singolare e meritevole di approfondimento - è detto - è comunque il rifiuto radicale della pratica dello sconto,ammantata da "contrasto al consumismo dei farmaci", e dunque un comportamento condiviso che non può che essere conseguenza di accordo». Secondo la Federconsumatori, quindi, «è comunque evidente che la facoltà prevista e dunque il decreto sia restato del tutto disapplicato e che occorre ben altro per affrontare il problema del prezzo dei farmaci come un maggiore coinvolgimento della grande distribuzione con la presenza di farmacisti nella vendita di farmaci come indicato dall'Antitrust ed una azione di informazione capillare in favore dei consumatori per i farmaci generici».

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