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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:32

«Paperone» barese: aveva 5 imprese «a nero»

L'indagine della Guardia di Finanza ha permesso di «riportare alla luce» due imprese edili e tre ditte di confezioni tessili che operavano in tutta Italia. L'imprenditore-evasore totale (di Minervino Murge) non aveva nemmeno pagato i contributi ai 153 lavoratori
MINERVINO MURGE (BARI) - Aveva aperto diverse partite Iva con cui per cinque anni ha compiuto una maxievasione fiscale per circa 12 milioni di euro: individuato come evasore totale, un imprenditore di Minervino Murge, di 37 anni - del quale non è stato reso noto il nome - è stato denunciato dalla Guardia di Finanza che gli ha contestato i reati previsti dal decreto legislativo n.74 del 2000 in materia fiscale.
L'uomo - hanno accertato gli investigatori - era titolare di una impresa e rappresentante legale di altre cinque: due imprese edili e tre di confezioni tessili. L'attività di tutte e cinque le aziende si svolgeva in tutta Italia. E' stato anche accertato che l'imprenditore aveva aperto cantieri edili a Verona, Roma e Senigallia.
L'operazione di polizia tributaria è stata compiuta da militari della tenenza di Andria (Bari), diretti dal ten.Michele Ciarla e dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani (Bari) Luigi Scimè.
L'uomo è anche accusato di simulazione di reato, occultamento e distruzione della documentazione obbligatoria poichè, dopo la verifica dei militari che avevano accertato l'inesistenza delle fatture, ha dapprima detto di averle consegnate al commercialista e poi ha presentato una denuncia per il loro furto.
Nel corso delle indagini, i militari hanno via via individuato le due imprese edili e le tre di confezioni nelle quali l'imprenditore aveva a che fare. Alle dipendenze delle aziende - hanno accertato gli investigatori - per sei anni hanno lavorato a nero complessivamente 153 lavoratori: per questi ultimi - secondo la guardia di finanza - l'imprenditore non aveva mai versato i previsti contributi previdenziali ed assistenziali e non aveva neppure applicato le ritenute fiscali, che la Gdf ha quantificato in circa 400.000 euro.
I controlli sono stati compiuti monitorando 23 conti correnti bancari e compiendo controlli incrociati su tutto il territorio nazionale: sono stati così accertati ricavi imponibili (tra ricavi non dichiarati e costi deducibili) sottratti al fisco per complessivi 12 milioni di euro, violazioni all'Iva per oltre 4 milioni di euro e un'evasione contributiva assistenziale e previdenziale per circa 900.000 euro.
Per ricostruire l'esatto volume d'affari delle imprese, la guardia di finanza ha compiuto accertamenti ascoltando tutti i dipendenti delle aziende coinvolte e verificando in quali luoghi si svolgeva l'attività delle cinque imprese.

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